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Vieste/ Gli ombrellini e la Verità vera del presidente del Consiglio Comunale Mascia

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La candidatura a sindaco e alla carica di consigliere comunale comportano l’assunzione di responsabilità politiche precise, indipendentemente dai risultati delle elezioni amministrative, nei confronti della comunità.

 L’anima te la devi far uscire, altrimenti non sei niente, come recita lo spot della Rabarbaro Zucca, a prescindere dagli elettori, spesso distratti e poco attenti ai comportamenti virtuosi dei propri candidati, e dagli affari. A dir la verità, la spinta civile al bene comune dovrebbe in ogni caso partire dai membri della comunità intera, ormai immaginati dai poteri forti come gli ombrellini della Rabarbaro Zucca, sempre più interessati alla propria posizione sociale, che è quella di mettere da parte la ciampata di olive. Lo spot è fatto: “Non sei niente, solo olive e ombrellini. Vattene!”.
Come “possiamo trovare le energie per rigenerare il tessuto morale e civile di una generazione politica erosa da troppi privilegi e troppe familiarità con il desiderio di arricchimenti personali”?
Come possiamo? Non certamente immaginandoci come degli ombrellini!
Non è possibile che soltanto pochissime personalità tra gli oltre sessanta protagonisti dell’ultima campagna elettorale abbiano pubblicato due righe sulle tematiche che riguardano la vita di tutti noi. I segretari di partito hanno una grossa responsabilità civica: chi non partecipa alla vita della comunità non merita di essere candidato per il bene comune perché probabilmente non ha voglia di studiare, di confrontarsi, di proporre soluzioni per la città [qualità, al contrario, necessarie, per governare]. Anche a rischio di perdere. Che senso avrebbe per il bene comune vincere la competizione elettorale con persone indifferenti e incompetenti?
          Sono in attesa di conoscere la data della convocazione del prossimo Consiglio Comunale di Vieste per assistere al miracolo della “Verità vera”, già annunciata dal presidente Mascia. Le mozioni, identiche, dei gruppi “Per un’altra Vieste”, “Nuovo Centro Destra”, “avente ad oggetto l’integrazione della denuncia-querela del Comune nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nel contenzioso Tarsu” [..], assumono un forte senso politico e saranno votate anche dagli amministratori Tarsu che non possono che essere d’accordo, questa volta, con i consiglieri Montecalvo, Calderisi, Caruso e Giuffreda. Sono sicurissimo che gli ammnistratori Notarangelo, Rosiello e Zaffarano abbiano rispettato la legalità formale. Circoscrivendo l’area d’interesse alla sfera pubblica, indipendentemente dalle probabili e successive denuncie penali, l’interesse all’integrazione della denuncia querela, già presentata dal sindaco Nobile, e quindi all’archiviazione del caso, è d’interesse degli amministratori coinvolti perché seri professionisti e persone perbene. Esigere la chiarezza dei fatti, l’accertamento della verità, è di notevole interesse politico dell’assessore Nicola Rosiello, probabilissimo prossimo candidato a sindaco del centro destra, e degli imprenditori amministratori Zaffarano e Notarangelo.
Attenzione: non dobbiamo mettere in dubbio i tempi della Magistratura; gli amministratori di Vieste non hanno amici in Procura. Pensare questo è folle e deviante. L’esito va accettato altrimenti soverchiamo i poteri dello Stato e mettiamo in pericolo la vita degli amministratori Tarsu. A volte passare dalle parole ai fatti è gioco da ragazzi. Non possiamo e dobbiamo aspettarci la condanna degli amministratori. Quello che tutti insieme, comunità e amministratori, dobbiamo chiedere, è l’accertamento della verità. Senza la prescrizione dei reati. Io vorrei che fossero innocenti per la Magistratura e che ritornassero a governare perché il confronto deve avvenire sui fatti, sui programmi, sull’idea politica di città, anche a rischio di non salutarci, di mandarci a quel paese, di litigare. Odio fare politica in questo clima generale d’incertezza. Le mozioni suindicate  e l’accertamento della verità dovrebbero chiudere il caso Tarsu.  
Una domanda: non era possibile immaginare l’integrazione della denuncia querela del Comune di Vieste su istanza del sindaco Nobile?
Quale stratega politico ha suggerito quest’attesa, paralizzando la vita della città e facendo aumentare i dubbi sulla correttezza amministrativa del caso Tarsu?
Lo stratega vuole nascondere la pochezza amministrativa di questa Amministrazione lasciando il campo Tarsu alle minoranze?
Se così fosse, le mozioni dei gruppi "Per un’altra Vieste", "Nuovo Centro Destra", saranno votate soltanto dai consiglieri dei rispettivi gruppi. E’ lo scenario peggiore: continueremo ad essere prigionieri della Tarsu, schermo dell’incapacità di governare la città. Attenti all’esasperazione.  
 
Lazzaro Santoro


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