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Univesità Bari/ Caos esami a Medicina. Gli studenti minacciano. «Non paghiamo più»

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La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata pubblicazione del calendario completo degli esami. Non avendo ancora ricevuto notizie di una buona parte dei prossimi appelli, gli studenti della facoltà di Medicina bussano cassa all’Università per ottenere il rimborso delle tasse d’iscrizione. Fino all’ultimo euro. A pochi giorni dalla prima sessione, prevista per metà gennaio, gli aspiranti camici bianchi lamentano di non sapere quando dovranno presentarsi a sostenere una serie di prove né di conoscere l’identità dei componenti delle commissioni. Di conseguenza, si profila il rischio di un allungamento dei tempi, che potrebbe nuocere soprattutto ai laureandi che speravano di abilitarsi alla professione entro maggio.
«È un po’ come pagare il biglietto per il cinema e ritrovarsi in una sala vuota, senza poltrone e senza nemmeno lo schermo» commenta Eliano Cascardi, dell’associazione Studenti per Medicina, firmatario dell’istanza che è stata consegnata ieri mattina al rettore, Corrado Petrocelli e all’autorità garante dei diritti degli studenti. Nella lettera viene citato un articolo del regolamento didattico dell’Università: «Le facoltà stabiliscono le modalità di determinazione del calendario degli esami di profitto, delle prove di verifica e dell’orario delle lezioni. Le date sono stabilite con almeno 60 giorni di anticipo rispetto allo svolgimento delle prove e delle lezioni».
In effetti, le date degli esami erano attese per ottobre scorso. Il preside di Medicina, Paolo Livrea, replica alle accuse facendo notare che «le informazioni a cui si riferiscono gli studenti sono disponibili sul sito internet della facoltà. Quanto ai tempi di pubblicazione, il ritardo è dipeso dall’approntamento del nuovo sistema telematico di prenotazione e verbalizzazione degli esami, per il quale abbiamo anche beneficiato di una proroga, dall’Università».Gli studenti controbattono facendo notare che solo una parte delle informazioni sono attualmente disponibili e considerano l’accaduto come la negazione di un servizio essenziale. «In realtà è un elenco sub totale, azzardando una percentuale direi che sono indicati il 75% degli appelli – spiega Eugenio Maiorano, presidente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Premesso questo – aggiunge il professore – è chiaro che ci sono state delle mancanze, in quanto le date dovevano essere pubblicate tutte a settembre, ma è anche vero che la facoltà ha fatto tutto quanto era suo dovere fare».
Il problema, se si considera il meccanismo con cui viene gestito il sito internet, è che tocca ai presidenti di ogni commissione di esame aggiornare i dati, inserendo le date e i nomi degli altri commissari. «Nell’ipotesi più verosimile – ne deduce Maiorano – temo ci sia stata una diffusa scarsa collaborazione dei docenti».
Problema risolto? Non per gli studenti. «Siamo stanchi ed indignati di questo andazzo – commenta Cascardi – e sebbene la nostra richiesta di rimborso tasse abbia un valore prevalentemente simbolico, il malcontento di tutti gli iscritti alla facoltà è generalizzato e molto concreto. Soprattutto perché – conclude lo studente – ci viene negato un diritto a costo zero e per di più a fronte dell’aumento delle tasse».


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