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Vieste/ Ersilia Nobile: «Non sono una meteora»

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Intervista al sindaco di Vieste Ersilia Nobile. Ampia e approfondita analisi su importanti tematiche, economiche,occupazionali e culturali della cittadina impegnata in un difficile partita per riaffermare moralità e legalità.

 

 In questo Ufficio, più di venti anni fa, ho intervistato Mimì Spina Diana al primo dei suoi tre mandati di sindaco. Gli chiesi, per prima cosa, di indicare almeno una ragione per la quale aveva deciso di fare politica, assumendo la carica di maggiore responsabilità. Facendosi forza di sue
esperienze passate di Commissario prefettizio, Spina Diana mi diede più di una risposta, ma tutte di carattere politico-amministrative. Una però fu poco diplomatica e la cito a memoria: «Quando, in zona mercato Jenner, una colonia di topi mi attraversò la strada, e qualcuno rimase schiacciato sotto
le gomme della mia macchina, bene, in quel momento decisi di dovere fare politica». Oggi ripongo la mia prima domanda, sempre la stessa a Ersilia Nobile, sindaco uscente di Vieste.

GN: Signor sindaco, mi chiedo e le chiedo perché lei, medico specialista, con incarichi dirigenziali nella struttura sanitaria, ha deciso di misurarsi nell’agone politico e, dopo il primo mandato, di ripetere l’esperienza.

NOBILE: Per quanto riguarda il mio primo mandato, tutti sanno come sono andate le cose. Il PDL, di cui io faccio ancora parte, dopo quindici anni di amministrazione targata Spina Diana, andava rinnovato e si proponeva una donna alla carica di sindaco. Fu fatto il mio nome e dovetti cimentarmi, nelle primarie, con l’assessore Raffaele Zaffarano. Vinsi le primarie e divenni sindaco. Naturalmente ho continuato a fare il medico. Il mio primo mandato è stato nel segno della continuità della politica spiniana. Io ero un’attivista del PDL e portavo molti voti a mio fratello (Carlo Nobile, scomparso da qualche anno, già sindaco di Vieste, personaggio importante della politica viestana, grande organizzatore culturale, al fianco di Spina Diana dall’inizio alla fine, ndr). Per il fatto di essere una donna di partito sono stata tirata in ballo e mi sono ritrovata sindaco di questa città. Ho accettato la responsabilità e ho portato avanti il mio mandato nel miglior modo possibile, rispettando la famosa continuità.

GN: La fine dell’idillio con Spina Diana?

NOBILE: Ora io non so spiegare, né voglio farlo, perché non è questo il mio interesse, la presa di posizione di Spina Diana e la sua contrapposizione politica con una lista civica. Per quanto mi riguarda io sono convinta che avevo diritto a un secondo mandato, almeno per due motivi: uno perché ho fatto bene il mio dovere e ci ho messo la faccia per cinque anni, per il rispetto dei miei cittadini; l’altro perché è consuetudine, in tutti i partiti, di riservare al sindaco uscente il diritto di ricandidarsi, vedi proprio il caso di Spina Diana. Insomma non volevo che il mio mandato passasse come una meteora senza lasciare traccia alcuna.

GN: A noi, adesso, interessa sapere qualcosa del suo secondo mandato. Per esempio, perché Spina Diana ha costituito una sua lista civica (“Ripartiamo”), alle Amministrative di maggio 2011, contro la coalizione (PDL, UDC, FLI) da lei capeggiata? E perché, ancora, dopo la vittoria della sua coalizione (undici seggi) e la sconfitta di “Ripartiamo” (tre seggi), Spina Diana, in fronte unito con il PD (due seggi), ha iniziato una violenta campagna, con manifesti murali, contro la sua seconda amministrazione, richiedendo le dimissioni di due assessori e di un consigliere appena eletti?

NOBILE: La violenta aggressione verbale è iniziata già durante la campagna elettorale. Mi ripeto: il mio primo mandato è stato nel segno della continuità della politica spiniana.

GN: Sig. Sindaco, quanto appena detto fa parte delle schermaglie preelettorali, qui il problema è un altro e riguarda il suo secondo mandato: perché le opposizioni, in fronte unito, hanno alzato il tiro e chiedono addirittura le sue dimissioni? Qui il problema è la Tarsu (Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), che viene riproposto da sette/otto mesi in un crescendo di contumelie verso la sua amministrazione, meglio sintetizzate,come saluto finale, con la parola“vergogna”. Questa storia ha polarizzato la politica della nostra città. Tanto è vero che Lei, adducendo le sue ragioni, ribatte colpo su colpo e restituisce alle opposizioni, a mezzo manifesto, lo stesso loro saluto.

NOBILE: E ci risiamo con la Tarsu. L’intento delle opposizioni, credendo di essere ancora in campagna elettorale, era proprio quello di polarizzare la politica su questo versante. Non ci sono riuscite. Il problema Tarsu, ad ogni modo, è legato alla chiusura della nostra discarica, in seguito a un incendio del mese di luglio 2010, e al conferimento dei rifiuti, tassativamente, in una discarica di Cerignola. Questo ha fatto lievitare i costi, cui ho fatto fronte, per il resto dell’anno 2010, con una giacenza residua della voce rifiuti. Per il 2011, purtroppo, le cose sono andate diversamente. Siccome i soldi per lo smaltimento dei rifiuti devono venire dai rifiuti, ho dovuto adeguare il tributo, chiamando i cittadini a un supplemento di pagamento. L’adeguamento è avvenuto in
ritardo perché in ritardo è stato approvato il bilancio. Sono stata proprio io, infatti, a non voler programmare il bilancio per il mese di aprile 2011, perché essendo imminenti le consultazioni di maggio, non volevo assolutamente assoggettare l’Amministrazione subentrante a un bilancio approvato da altri. Poi è successo che sono stata riconfermata e ho fatto approvare il bilancio nel mese di luglio: di qua l’adeguamento della tassa sui rifiuti come ho già riferito sopra. Quindi non è vero, come lamentano le opposizioni, che gli aumenti siano derivati dal fatto che i tre amministratori (gli assessori Rosiello e Raffaele Zaffarano, e il consigliere Notarangelo) non abbiano pagato i tributi.

GN: Ma allora perché questi tre amministratori sono stati messi sulla graticola?

NOBILE: Ventidue aziende turistiche, tra cui quelle dei tre amministratori di che trattasi, hanno chiesto al Comune, nel mese di febbraio 2010, di equiparare, ai fini della Tarsu, le camere di albergo alle civili abitazioni della città. Il Comune ha risposto negativamente, avvalendosi di una sentenza della Cassazione. Successivamente, gli imprenditori interessati, legittimamente, hanno
inoltrato ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale ottenendo esito favorevole alle loro richieste, e chiedendo, secondo la legge, il rimborso al Comune del plus già versato.

GN: Mi scusi, ma se gli amministratori hanno fatto valere i loro diritti, come tutti gli altri cittadini, e se, come sembra, tutto si è svolto secondo i dettami di legge, perché io leggo su un volantino della Sinistra Ecologia e Libertà, sempre relativamente a questa strana storia, «In attesa che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda?». C’è una vicenda? E se c’è, qual è questa vicenda?

NOBILE: Sì, certo, c’è una vicenda. I famosi ricorsi non sono transitati per il Comune, non risultano acquisiti a protocollo né sui registri di carta né per via computer. Il Comune è rimasto all’oscuro di tutto e non ha potuto approntare alcuna difesa. Le sentenze favorevoli agli imprenditori turistici sono passate “in giudicato”. A questo punto, io sindaco, una volta avuto i fascicoli dei ricorsi tramite l’Ufficio legale del Comune, ho fatto regolare denuncia alla Procura della Repubblica, tramite i Carabinieri, per lo svolgimento delle indagini, in ogni direzione, e per conoscere soprattutto chi abbia apposto la firma, o per meglio dire lo “scippo”, sui frontespizi dei ricorsi, per accettazione degli stessi da parte del Comune. Voglio aggiungere che i due Assessori e il Consigliere in questione, non essendo amministratori delegati delle aziende di proprietà, potevano anche non sapere. In ogni caso costoro, in quanto cittadini, come si è precisato sopra, non avevano alcun obbligo di riferire a me dei loro ricorsi.

GN: Due consiglieri della sua lista, Antonio Montecalvo e Giuseppe Caruso, entrambi avvocati, hanno lasciato la maggioranza, e costituitisi in nucleo autonomo come Nuovo Centro Destra, sono passati all’opposizione. Perché?

NOBILE: Non lo so, bisognerebbe chiederlo a loro. Al di là di qualche incomprensione sulla Tarsu, non c’è stato assolutamente niente. Forse ritenevano di avere, rispetto ad altri, maggiori competenze professionali, che noi non avremmo saputo apprezzare. Avevo dato a tutti e due deleghe importanti,
per farli partecipare alle adunanze di Giunta, quando si trattavano problemi di loro responsabilità.
Trattandosi di due giovani, mi era sembrato di averli trattati bene.

GN: Sempre a proposito della Tarsu, noi di Vieste fino a quando andremo a conferire i nostri rifiuti nella discarica di Cerignola?

NOBILE: Questa è una bella domanda, ma non sono in grado di fare chiarezza su questo tema di fondo. Posso solo sperare che, se sarà operativa la discarica di Passo Breccioso, nel Comune di Foggia, sia data a Vieste la possibilità di andare a sversare lì i nostri rifiuti; o, in alterativa, se andrà in funzione il termovalorizzatore di Borgo Mezzanone, già pronto, sia consentito alla nostra città di
fare riferimento a questo stabilimento.

GN: In questo campo cosa si prevede per il futuro?

NOBILE: Nel nostro futuro, non so quanto vicino, non esisteranno più le discariche tradizionali, ma le Strutture complesse con una discarica nelle vicinanze, detta di “soccorso”. Il materiale ivi depositato, dopo un certo processo, viene poi trattato con biostabilizzazione, con inceneritore, o con termovalorizzatore. Nella nostra zona era stato individuato San Nicandro come centro della Struttura complessa; ho detto “era”, perché allo stato attuale, l’Amministrazione in carica ha ritirato la delibera e la palla è tornata ancora alla Regione.

GN : Prima di uscire dalla monnezza, voglio fare ancora una domanda: è vero che il Comune di Vieste vanta crediti nei riguardi di alcuni Comuni del Gargano che hanno conferito i loro rifiuti nella nostra discarica?

NOBILE: Sì, è vero, ma è debitore solo il Comune di Sannicandro, per un importo, adesso, di circa quattro milioni di euro. A oggi, questo Comune, nonostante il piano di rientro, non ha nemmeno iniziato a pagare, e non ha versato a Vieste nemmeno l’ecotassa di un milione e mezzo di euro. Questo ha significato che Vieste non ha girato alla Regione la detta tassa, e che la Regione, a sua volta, non l’ha girata a Equitalia. Il risultato? Equitalia ha pignorato il Comune di Vieste. Entro la fine del mese di febbraio, mi recherò personalmente alla Regione per cercare una via per mettere fne a questa situazione incresciosa.

GN: Il Comune di Vieste ha debiti con Cerignola?

NOBILE: Perché mi fa questa domanda? No, il Comune di Vieste non ha debiti con il Comune di Cerignola. Ma poiché gli Enti pubblici hanno novanta giorni di tempo per provvedere ai pagamenti, è possibile che la fattura di dicembre sia ancora inevasa.

GN: Malgrado il Comune di Vieste abbia messo al terzo punto del suo statuto gli interessi culturali, a Vieste la cultura è negletta: non esiste un museo e la biblioteca, da quando è stata scasata dal palazzo municipale, da anni ormai, non ha offerto più alcun servizio alla città. Quei libri, oggi, sono depositati in un locale attiguo alla nuova biblioteca, allo stato nascente. I locali di questa nuova biblioteca, ubicati nel piano underground del nuovo edificio ex Adriatico, sono dotati di molto materiale e tutto l’impianto, nel complesso, è informato a criteri moderni. Solo che questa nuova struttura è chiusa al pubblico e è priva di bibliotecario e, dunque, non è l’ambiente formativo e informativo che è proprio di una biblioteca. Al momento è soltanto un deposito di libri allineati sugli scaffali. E così quei ragazzi, e non soltanto loro, che volessero trovare nella biblioteca il luogo confortevole per studiare, non possono farlo. La biblioteca non è un lusso ma un primario servizio sociale, che contribuisce non poco allo sviluppo cognitivo dei giovani, specie se appartenenti a classi subalterne. Sig. Sindaco, quali sono le sue valutazioni?

NOBILE: Il museo c’è e si trova nel centro storico. E’ chiuso perché non riunisce i criteri di sicurezza per il personale che vi opera e per gli eventuali visitatori. E’ intenzione di questa Amministrazione, sempre che la Sovrintendenza delle Belle Arti di Bari accetti il progetto, di trasferire tutto il materiale museale presso il Centro Visite (l’antico Convento) attiguo alla Chiesa del SS. Sacramento. Quanto alla biblioteca, senza voler fare la storia dei suoi trasferimenti, io ho
inteso collocarla in quel nuovo edificio, sul lato che si affaccia sul mare, a brevissima distanza dall’anfiteatro, per qualificare meglio tutta l’area, nella speranza che lì possa nascere davvero un polo culturale, anche di sperimentazione teatrale. La biblioteca, oltre che luogo di studio e di ricerca, dovrà essere anche il luogo di incontri culturali, di dibattiti e di conferenze. Confido molto su alcune Associazioni culturali giovanili, per la cura della biblioteca. Ad ogni modo, attraverso
un progetto condotto con il dr. Mercurio, in sintonia con la Provincia, è stato predisposto uno schedario computerizzato di circa quattromila volumi, e la biblioteca stessa è già munita di postazioni complete di computer. Il lavoro, certo, non è finito se si pensa che bisognerà ricatalogare tutti i libri della vecchia biblioteca. I Comuni sono chiamati a razionalizzare tutte le spese, e io non ho a disposizione personale da distaccare in biblioteca. E né posso fare concorsi per assumerne. Le risorse sono pochissime, e tanto per fare un esempio, io, se i muratori e i costruttori non vengono a ritirare le concessioni per via degli oneri da pagare, o se le ritirano e non pagano gli oneri, non ho nemmeno i soldi per aggiustare le strade. Abbiamo istituito la tassa di soggiorno per la riqualifcazione del territorio, con la speranza, anche, di trovare in quest’ambito qualche soldo per la manutenzione viaria.

GN: A proposito di strade e marciapiedi, come mai le pietre chiare, con cui sono lastricati i marciapiedi del centro della città, sono in frantumi in più punti, e nonostante i continui interventi non si riesce a rendere il salotto più presentabile? Dove sta il mistero: nella qualità della pietra o nella messa in opera? Lei che è un medico e non un ingegnere, può azzardare una risposta?

NOBILE: Questa domanda me la sono posta anch’io e quello che posso dire è che il sottofondo non è stato predisposto ad opera d’arte. Questo mi hanno spiegato i tecnici; le anomalie riscontrate, che pesano molto sulle casse del Comune, sarebbero il risultato di gravi carenze della direzione dei lavori.

GN: A questo punto, giusto per passare ad altro, la mia domanda è molto semplice: ma i collaudi sono stati fatti?

NOBILE: Non lo so: questa situazione io l’ho già trovata.

GN: Lazzaro Santoro, capofila della lista civica“La rinascita,” nell’ultima tornata elettorale, non presente in Consiglio comunale per questione di quorum, da tempo riflette, su questo giornale, sull’organizzazione e sulla vita sociale della nostra città. Recentemente ha messo in evidenza la scarsa attenzione, da parte della sua Amministrazione, alla politica dell’accoglienza, e ha fatto rilevare l’assenza, letteralmente, di servizi igienici pubblici, con grave danno per il decoro della città. E ha sollecitato, il Santoro, di provvedere al più presto almeno per le due zone del centro storico, più frequentate dai turisti, quella del Castello/Cattedrale e quella di S. Francesco. Lei come risponde a Lazzaro Santoro?

NOBILE: Rispondo che il problema c’è. Stiamo pensando di esternalizzare, cioè di appaltare a privati, alcuni servizi, tra cui i gabinetti di decenza. Il Pubblico non è più in grado di fare fronte a queste incombenze, che pure sono di capitale importanza. Io sono stata costretta a chiudere i servizi igienici ubicati di fronte al Comune, perché fatti segno di ripetuti atti vandalici, fino alla distruzione totale. E questo dopo aver speso decine e decine di migliaia di euro per i continui interventi di ripristino e manutenzione. E lo stesso discorso vale per le fontane pubbliche, tutte a secco, per via dei continui furti di ingenti quantità di acqua, operazione, questa, che avviene anche presso il nostro Cimitero. C’è carenza di cultura civica e di civiltà.

GN: A giudicare dagli sportelli bancari presenti sulla piazza di Vieste, si capisce che il Pil, qui, è piuttosto elevato. Lei, che di questa città, è il sindaco, in che rapporti sta con gli atri sindaci del Promontorio? Voglio dire: nel panorama intellettuale e politico di questa terra, affiora, anche, il concetto di “identità garganica”? Dovendone parlare, Lei che cosa si sentirebbe di dire su questa “identità garganica”?

NOBILE: Prima di affrontare il discorso, voglio subito precisare che Vieste, proprio per il Pil appena richiamato, è capofila tra molti Comuni del Gargano, senza, però, che per questo si stabilisca un ordine o una gerarchia. Noi sindaci, quando ci riuniamo, ci sforziamo di discutere problemi di interesse comune. Almeno io mi comporto così. Debbo però subito aggiungere che l’identità garganica è fallita sulla sanità. Tutti hanno preteso e pretendono una fetta per sé a scapito
di altri. Vico, per esempio, è diventato Centro del Distretto, a scapito di Vieste, ma proprio Vico, e Rodi, e gli altri Comuni del comprensorio, non hanno mosso un dito, in soccorso di Vieste, nella battaglia con la Regione, purtroppo perduta, per mantenere nella nostra città l’elioambulanza del Gargano Nord. Codesti Comuni non sono stati nemmeno sfiorati dalla preoccupazione dei tempi e delle strade, che separano Vieste dall’Ospedale di S. Giovanni. L’identità garganica è fallita pure sul difficile fronte della monnezza, un capitolo fondamentale e strategico dei nostri tempi. Il Comune di Sannicandro, che aveva già accettato di diventare centro di una Struttura complessa, perché equidistante da Vieste e Serra Capriola, ha ritirato la propria delibera, come già detto innanzi, rimettendo tutto in discussione. E dire che Vieste va a portare i suoi rifiuti a Cerignola, per avere aperto la propria discarica, per anni, anche ai Comuni del Gargano Nord, a cominciare da Sannicandro, come sappiamo bene. Vieste ha dato prova più volte di credere in questa identità: ne fa fede anche la Borsa del turismo, una impresa tecnico-commerciale, tesa a migliorare l’offerta turistica, nata a Vieste, e poi estesa anche a Peschici e Rodi. Ancora, per ciò che attiene alla riqualificazione del territorio, Vieste, che, per il numero dei suoi abitanti, potrebbe fare anche politica autonoma, preferisce coinvolgere nell’impresa anche Mattinata e Monte Sant’Angelo.
L’identità garganica, a mio parere, non esiste a prescindere, ma si costruisce.

GN: Quando mi capita di recarmi a S. Giovanni, e questo mi capita spesso, mi imbatto sempre in un buon numero di cittadini viestani, tra il Poliambulatorio e l’Ospedale. Molti si recano a S. Giovanni con mezzi propri, altri, invece, specie anziani, viaggiano con la corriera, con sosta e coincidenza a Manfredonia. Questi ultimi, se tutto va bene, tornano a Vieste alle cinque del pomeriggio, se no alle otto e mezzo di sera. Se ci fosse un vettore diretto, la maggior parte dei frequentatori delle strutture sanitarie di S. Giovanni, potrebbe fare a meno dei mezzi propri e viaggiare con più sicurezza.

NOBILE: La linea diretta c’è, ma non è molto praticata dai Viestani, per cui la soppressione è sempre dietro l’angolo; i Viestani preferiscono la linea per Manfredonia, e non quella diretta, che a loro dire è lunga

GN: e anche molto defatigante per soggetti che non stanno tanto bene in salute. Andare da Vieste al nostro Ospedale di S. Giovanni con la diretta attuale, cioè via Peschici, Rodi, Carpino, Cagnano, è fare un percorso penitenziale.

NOBILE: Io non so come fare, quella corsa siamo riusciti ad averla proprio per il servizio che si rende a più popolazioni.

GN: Mi scusi, si fa peccato a pensare a una linea diretta Peschici, Vieste, Mattinata, S. Giovanni?

NOBILE: No, non si fa peccato; potrebbe essere un’idea, ma adesso di idee me ne viene pure un’altra: di esternalizzare anche questo servizio. Sarà fatto il possibile.

GN:. Michele Eugenio di Carlo, un esponente della politica ambientalistica, nella veste di presidente del Comitato per la tutela del mare del Gargano, ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente e a quello dei Beni culturali, esortandoli a rivedere la pratica di richiesta di trivellazioni in Adriatico per la ricerca di idrocarburi. Sig. Sindaco, il Consiglio comunale di Vieste, che posizione ha assunto riguardo a questo problema?

NOBILE: Il Consiglio Comunale di questa città, dopo ampio dibattito, si è espresso all’unanimità contro la ricerca di petrolio nel Mare Adriatico. Di più: in data 1° giugno 2011, la Giunta Municipale di Vieste ha deliberato, tra l’altro, «Di esprimere sin d’ora il proprio assenso ad intraprendere tutte le iniziative di natura giurisdizionale a tutela degli interessi degli Enti e delle popolazioni coinvolte, avverso i provvedimenti già emanati ovvero in corso di emanazione, cos come concordato con le amministrazioni comunali di cui in premessa» (i Comuni rivieraschi del Gargano, ndr).

Giovanni Masi
Gargano Nuovo


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