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Nuove imprese, 54 milioni dalla Regione

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Indennità a fondo perduto e prestiti: a erogarli sarà Puglia sviluppo.

 

Un aiuto da 54 milioni di euro per chi vuole fare impresa e, allo stesso tempo, un’opportunità concreta per combattere la disoccupazione con l’autoimpiego. Si chiama “NIDI, Nuove Iniziative d’Impresa” l’avviso che la Regione Puglia dedica a quanti – giovani, donne, disoccupati, precari – stanchi del lavoro che non arriva, hanno voglia di mettersi in gioco avviando un’attività in proprio.
L’avviso, partito con l’uscita sul Bollettino ufficiale e l’attivazione sul portale regionale Sistema Puglia della procedura on line, è stato presentato alla stampa dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dall’’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone.
L’intervento è  un mix tra fondo perduto, mutuo e risorse proprie nel quale è favorito il passaggio generazionale: può essere agevolata infatti anche un’attività che passa dal padre al figlio senza che sia necessaria la chiusura della prima. Inoltre anche gli iscritti agli ordini professionali possono accedere all’aiuto. L’importante è avere un’idea imprenditoriale e la voglia di farcela, per il resto la Regione mette a disposizione fondi (ex Fas e Fesr più cofinazionamento nazionale e regionale), un portale ad hoc per reperire tutte le informazioni utili (www.nidi.regione.puglia.it), un’ampia rete in tutta la regione di sportelli gratuiti informativi e di supporto. Il tutto sostenuto e promosso da una capillare campagna di comunicazione.  L’iniziativa si rivolge a chi intende aprire una nuova impresa o ne ha già una da meno di 6 mesi, ma inattiva.
L’azienda dovrà avere meno di 10 addetti ed essere partecipata per almeno la metà da persone appartenenti ad una di queste categorie: giovani con età tra i 18 e i 35 anni; donne di età superiore a 18 anni; disoccupati che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato (negli ultimi 3 mesi; persone che stanno per perdere in posto di lavoro (lavoratori in mobilità, in cassa integrazione o dipendenti di imprese in liquidazione); lavoratori precari con partita Iva con meno di 30mila euro di fatturato e massimo 2 clienti.
 
L’incentivo ha l’obiettivo di permettere al piccolo idraulico, al costruttore, al meccanico, al ristoratore e a tanti altri lavoratori, anche professionisti, di aprire un’attività. La nuova impresa deve infatti operare nelle attività manifatturiere; costruzioni ed edilizia; riparazione di autoveicoli e motocicli; affittacamere e bed & breakfast; ristorazione con cucina; servizi di informazione e comunicazione; attività professionali, scientifiche e tecniche; agenzie di viaggio; servizi di supporto alle imprese; istruzione; sanità e assistenza sociale non residenziale; attività artistiche sportive, di intrattenimento e divertimento; attività di servizi per la persona. Rilevante l’incentivazione: per investimenti fino a 50mila euro l’agevolazione è pari al 100%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile; se l’investimento è invece compreso tra i 50mila e i 100mila euro, l’aiuto è del 90%, metà a fondo perduto e metà prestito; per avviare un’impresa con investimenti compresi tra 100mila e 150mila euro, l’agevolazione è dell’80%, sempre divisa a metà tra fondo perduto e prestito rimborsabile.
 
È anche previsto un contributo sulle spese di gestione dei primi 6 mesi, pari a 5mila euro. Il prestito rimborsabile non è erogato da istituti bancari ma direttamente da Puglia Sviluppo. Si tratta di un finanziamento della durata di 60 mesi con un tasso fisso molto basso (a febbraio 2014 sarebbe dello 0,53%). Inoltre non sono richieste garanzie fatta eccezione per le società a responsabilità limitata, cooperative e non, e per le associazioni professionali per le quali è richiesta una fideiussione personale degli amministratori. L’incentivo serve a realizzare opere edili, ad acquistare macchinari di produzione, impianti, attrezzature, automezzi di tipo commerciale e programmi informatici. Le spese di esercizio agevolate riguardano invece l’acquisto di materie prime, semilavorati e materiali di consumo; l’affitto di immobili o impianti, le utenze (energia, acqua, riscaldamento, telefono, internet); i premi per polizze assicurative. Il percorso per chiedere l’incentivo è semplice: per verificare se si possiedono i requisiti richiesti, ma anche per calcolare l’agevolazione, basta consultare il sito www.nidi.regione.puglia.it. Se tutto è a posto, si può passare alla candidatura attraverso il portale www.sistema.puglia.it/nidi dove si compila una domanda preliminare. Le imprese che rispettano i requisiti saranno poi convocate da Puglia Sviluppo per un colloquio di tutoraggio al quale segue la valutazione della domanda. Se l’esito è positivo il candidato sarà invitato ad un secondo incontro durante il quale firmerà il contratto di agevolazione. L’aspirante imprenditore ha comunque a disposizione 60 sportelli informativi in tutto il territorio regionale che aiutano a verificare i requisiti e a presentare la domanda.
 
L’elenco degli sportelli informativi è disponibile su sito www.sistema.puglia.it/nidi. La procedura è attiva da ieri, 13 febbraio 2014 e non ha scadenza in quanto il bando è a sportello, dunque aperto finché ci sono risorse disponibili.
“Ancora una volta la Puglia si conferma laboratorio di innovazione”, ha detto l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone “Questo bando così atteso dai pugliesi, è una sfida nuova e innovativa che lanciamo a chi ha idee e coraggio, ma poche risorse per affrontare l’investimento…. Per questo abbiamo messo a disposizione, fondi, comunicazione, sportelli. Adesso ci aspettiamo che soprattutto i nostri giovani rispondano con entusiasmo, perché la creazione di una nuova impresa è una grande opportunità. Ma questa opportunità ha bisogno di protagonisti numerosi e dinamici, pronti a cogliere la sfida e a vincere”

 

 

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