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Vico/ Intorno alle primarie del PD il niente

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Riceviamo e pubblichiamo.      

 

Le primarie del PD, per scegliere il prossimo candidato Presidente della Regione Puglia, sono ormai alle spalle. Il risultato lo conosciamo e dobbiamo congratularci con il vincitore Michele Emiliano, assessore di San Severo, per aver raccolto il voto da tutte le direzioni come la merce di quelle bancarelle stracolme di cenci americani, in bella vista e continuamente rovistati, durante il mercato quindicinale del giovedì. A Vico del Gargano bella, ed unica, affermazione di Guglielmo Minervini che ci rinnova la speranza per il riavvio della cosiddetta “ bella Politica “.
Ma non è di questo che volevo parlare. Quello che mi ha colpito, come se avesse letto nel pensiero il giudizio sulla classe politica di Capitanata, è stato il brillante articolo della nostra Antonella Soccio che, su l’ATTACCO di giovedì 4 dicembre, titola “ Numeri alla mano, le Primarie a Foggia sono state un fallimento – Con Emiliano vince l’idea dalemiana.”
Nell’analizzare il voto di Foggia e della provincia, Antonella fa parlare il politologo Massimo Fragassi, giurista ed esperto di diritto costituzionale comparato.
Ad un certo punto dell’intervista, il prof. Fragassi dice:” Numeri alla mano, le Primarie a Foggia sono state un fallimento, se si prende in considerazione l’ampiezza della coalizione che va da Sel alle liste civiche. Il fatto che una classe politica di centrosinistra allargata al civismo riesca da attrarre meno del 3% vuol dire da un lato che la società laica è fuori da qualsiasi tipo d’interesse rispetto alle Primarie e dall’altro che gli stessi politici non hanno nessuna capacità di mobilitazione. A Foggia esistono più politici che voti, il che ci fa pensare al problema vero di Foggia (e di tutta la provincia ) che è il rinnovamento della classe dirigente, che non è solo un ricambio di facce o anagrafico, ma di un ricambio di idee. In politica i voti si contano e si pesano, perchè si presuppone che dietro un voto ci sia un’idea di società. In questo caso i voti non si possono né pesare né contare, perchè manca un’idea di società.”
Come letterina di Natale non potevamo scegliere di meglio!

Michele Angelicchio
 


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