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Il PUG di Vico è da rivedere stavolta lo dice (pure) la Regione

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La Giunta Regionale della Puglia ha deciso di non attestare la compatibilità del Pug del Comune di Vico del Gargano alla L.R. 20/200 ed al Drag – Documento Regionale di Assetto Generale (n.1328/07).

 

 Poche, sintetiche righe, che giungono direttamente da Bari, al termine della giunta regionale che ha di fatto bocciato quello che amministratori – attuali e passati – decantavano come un innovativo strumento urbanistico. Una bocciatura che è costata tempo ma soprattutto soldi ai vichesi, e che ha fatto discutere non poco per via di una lottizzazione – poi non inserita nel testo finale – prevista nell’incontaminata piana di Calenella.

Il Pug, Calenella e le polemiche
Da tempo si parlava della scarsa qualità, per alcuni versi, del Piano Urbanistico Generale, redatto da una società esterna, la Ecosfera, che avrebbe sostituito il vecchio Piano Regolatore in vigore a Vico da troppi anni. A far alzare la voce ad oppositori, cittadini, ambientalisti, è stata soprattutto una lottizzazione prevista nel piano che interessava la piana di Calenella, forse l’unico tratto di Gargano rimasto ancora privo di cemento, su cui si voleva costruire un albergo da trecento posti letto. La tenacia di consiglieri di opposizione, media, e associazioni ambientaliste ha fatto sì che quella lottizzazione non trovasse posto nel testo finale del Pug da inviare a Bari. Ma il Pug, evidentemente, non è piaciuto lo stesso alla Regione Puglia, e all’assessora al territorio, Angela Barbanente, che già bocciò la lottizzazione di Calenella tempo fa.

L’Ecosfera e i soldi (pubblici) spesi
Per portare a termine il Piano Urbanistico Generale, l’allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Damiani, incaricò la ditta Ecosfera, già al centro di numerose inchieste giudiziarie in altre parti d’Italia, sostenendo una spesa non indifferente pari a circa trecentomila euro. Quei soldi, rigorosamente pubblici, servivano per redigere un piano che sostituisse il vecchio obsoleto piano regolatore. I tecnici dell’Ecosfera si avvalsero anche delle consulenze di tecnici locali esperti del territorio. Ma non è bastato, evidentemente, dato che con una breve nota apparsa sul sito della Regione Puglia martedì scorso, si è praticamente gettato alle ortiche quell’innovativo strumento urbanistico che è costato anche un mandato da sindaco a Pierino Amicarelli.

Le dimissioni di Pierino e la continuità di Sementino
Il Piano, come detto, fu prodotto dalla Ecosfera incaricata dall’allora sindaco Damianiche passò poi il testimone a Pierino Amicarelli, che in campagna elettorale disse apertamente di voler rivedere quel Pug, e in particolare  la lottizzazione prevista nella piana di Calenella. Amicarelli vinse le elezioni, ma dopo sei mesi fu costretto a lasciare l’incarico di sindaco. Il suo numero due, Michele Sementino, quasi costrinse Amicarelli a lasciare il posto da primo cittadino, e dopo un breve periodo di commissariamento prefettizio, chi vince le elezioni? Proprio la lista capeggiata da Michele Sementino. Che riprende il Pug così redatto sotto Damiani e tenta di portarlo a compimento. Tenta, appunto, ma non ci riesce.

Le osservazioni pervenute e quelle accettate
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale in cui si è parlato di Pug, sono state lette dal sindaco numerose osservazioni al Piano, e solo alcune di queste sono state prese in considerazione. Non c’era già più quella inerente la lottizzazione di Calenella, dato che lo stesso primo cittadino, in un’intervista pubblicata in queste pagine, aveva garantito di voler lasciare la piana così com’era.

Il piano arriva a Bari
Il Pug di Vico giunge così in Regione, e, dopo mesi di studio e di analisi, la giunta decide di non attestare la compatibilità del Pug ad una legge regionale e al Drag (Documento Regionale di Assetto Generale), “un insieme di atti amministrativi e di pianificazione, da assumere da parte della Regione, inteso a definire un assetto ottimale e condiviso di questo contesto, da prefigurare e disciplinare attraverso gli strumenti della pianificazione territoriale regionale, nonché attraverso indirizzi alla pianificazione provinciale e comunale, che con tali strumenti devono risultare compatibili”.

Ora si torna al lavoro
Si dovrà quindi procedere con la revisione del Pug da parte dei tecnici comunali o dell’Ecosfera – che già hanno incassato parecchio da Vico -, che avranno diverse settimane di tempo per renderlo compatibile al Drag. Il Pug, insomma, non è piaciuto nemmeno a Bari, e si dovrà lavorare per cambiarlo. Dalla Regione fanno sapere che a giorni renderanno noti i motivi che hanno spinto la giunta a prendere questa decisione. E menomale che non c’era la lottizzazione di Calenella…

G.F. Ciccomascolo
l’attacco


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