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Vieste/ La battaglia di Antonio Nardella dopo la morte del figlio: “così lo uccidono due volte” (2)

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Spett.le Redazione
scrivo nella qualità di difensore del Sig. Antonio Nardella e allego di seguito il comunicato stampa sottoscritto dallo stesso con il quale il mio assistito intende precisare le dichiarazioni oggetto dell’intervista pubblicata dal giornale l’Attacco, pubblicata il 05/05/2015.Con preghiera di pubblicarla.

 

 "Il Sig. Antonio Nardella, padre del compianto Mario, intende rettificare e precisare il reale contenuto delle dichiarazioni rese alla redazione del settimanale l’Attacco, oggetto dell’intervista pubblicata il 5 febbraio scorso.Innanzitutto non è mai stata intenzione del Sig. Nardella incolpare della morte di suo figlio altri soggetti estranei all’indagine e, nello specifico non è mai stata sua intenzione addossare alcun tipo di responsabilità ai carabinieri intervenuti.Il Sig. Nardella è consapevole del fatto che la dinamica dei fatti e la ricostruzione di tutti gli eventi emergerà solo a seguito del giudizio che sarà celebrato una volta concluse le indagini, ed a tale scopo la famiglia ha già incaricato i propri difensori, gli Avvocati Bernardino Masanotti ed Alessandro Ciliberti a rappresentarli nel processo, però è legittimo che un padre pretenda di sapere e di saperlo in tempi brevi, se è stato fatto tutto il possibile per salvare suo figlio.Questo interrogativo, unitamente ad altri quesiti tecnici in merito alla congruità dei protocolli adottati nell’immediatezza del tragico evento, sono già oggetto di precisa istanza formalizzata dai difensori alla Procura della Repubblica, e parte delle risposte saranno date dalla lettura della perizia autoptica già depositata dal medico incaricato presso gli Uffici della Procura, ma ancora coperta dal segreto istruttorio, cosi come gran parte della documentazione relativa agli atti di indagine.Purtroppo i tempi della giustizia non sono quelli che un padre che ha perso tragicamente un figlio tanto amato si aspetterebbe, ma il Sig. Nardella confida nel buon lavoro del sostituto procuratore incaricato, Dott.ssa Paola Palumbo alla quale ha legittimamente chiesto di essere ascoltato".

STUDIO LEGALE MASANOTTI – CILIBERTI
Avv. Bernardino Masanotti


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