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Regione/ Puglia, sarà un bilancio sprint. Proroga “secca” del Piano Casa. Giovedì il voto: soldi extra solo a sanità e Consorzi di bonifica.

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La proroga secca del Piano casa (com­presa quindi la norma contestata per l’amplia­mento con cambio d’uso dei capannoni), i 42 mi­lioni per far fronte alle perdite della sanità nel 2019 e altri 10 milioni per sostenere il funzionamento dei Consorzi di bonifica. Nove articoli – e un percorso sprint – per il bilancio previsionale della Regione, che da martedì sarà esaminato dalle commissioni e che dovrebbe essere approvato in Consiglio giovedì.

È la strategia per evitare l’esercizio provvi­sorio. che scatterebbe se il bilancio non venisse approvato entro fine anno costringendo gli as­sessorati a lavorare in «dodicesimi» (le autoriz­zazioni di spesa mensili). E dunque il consueto provvedimento collegato alla manovra (l’anno scorso arrivò a 100 articoli, con ricchi premi e cotillon per tutti) è stato rinviato a un «omnibus» da discutere dopo l’Epifania: l’assessore Raffaele Piemontese ha predisposto un provvedimento che contiene solamente le norme obbligatorie in ma­teria di contabilità, insieme all’autorizzazione per contrarre i mutui che sostengono il cofinanzia- mento della spesa comunitaria e per effettuare l’operazione di ristrutturazione del debito che permetterà di sostituire i finanziamenti bancari con quelli (meno costosi) di Cassa depositi e pre­stiti. L’ok alla conferma anche nel 2020 dei bonus volumetrici previsti dal Piano casa ha trovato ampio consenso tra maggioranza e opposizione.

La scorsa settimana, in Consiglio, la legge di pro­roga è saltata per mancanza del numero legale, dopo la presentazione di un emendamento (dell’ex assessore Santorsola) che eliminava la possibilità di ampliare (con contestuale cambio d’uso) anche costruzioni non residenziali. Una modifica so­stenuta anche dal governatore Michele Emiliano, ma che ha spaccato la maggioranza – con in testa il promotore della proroga, Fabiano Amati (Pd) – per via di un accordo con l’assessore Alfonso Pisicchio (sconfessato da Emiliano) che prevedeva la proroga secca.

Ed è a questo che si torna, per evitare altri ostacoli. Ma non è detto che la norma contestata sui cambi d’uso non venga eliminata in sede di «omnibus», senza contare che comunque non farà parte del Testo unico sulla bellezza in cui i bonus volumetrici verranno resi stabili. Dal bilancio arrivano, come di consueto, i soldi per azzerare il deficit accumulato dal servizio sanitario: nei circa 100 milioni di perdite con­solidate pesano, però, circa 60 milioni dovuti all’adeguamento dei contratti che il governo ha scaricato sulle Regioni. I fondi ai Consorzi di bonifica, da sempre fonte di polemiche, scendono a 10 milioni, rinviando come di consueto alla manovra estiva gli ulteriori finanziamenti ne­cessari.


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