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11 Gennaio/ CAMMINARE E CORRERE

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Non si fa la felicità di molti facendoli correre prima che abbiano imparato a camminare.

JOHN FOWLES

Molti ricorderanno il raffinato film di Karl Reisz intitolato La don­na del tenente francese (1981) con una grande e intensa Meryl Streep nel ruolo dell’infelice Sarah, messa al bando nell’Inghilterra vittoria­na per la sua fugace relazione con un misterioso tenente francese.

Ora, il film (che in realtà era intrecciato con un’altra storia parallela) era basato sull’omonimo romanzo dello scrittore inglese contempo­raneo John Fowles. È da questa sua opera che traggo la battuta che ho oggi proposto come spunto di riflessione. L’idea è chiara: molti ignorano una legge fondamentale della vita che è la gradualità.

Certo, ci sono i geni che non hanno bisogno di transitare prima per i passaggi intermedi per approdare alla meta. Ma noi, persone nor­mali, dobbiamo con umiltà procedere un passo dopo l’altro, con fati­ca e costanza.

E questo comportamento lo dobbiamo adottare anche nel giudicare gli altri. Il genitore o l’educatore non può pretendere che il figlio o l’allievo corra prima che abbia imparato a camminare, così come il ragazzo non deve smaniare ritenendosi già maturo e ribellandosi a ogni esercizio di apprendistato e di formazione.

Pur­troppo la malattia dei nostri giorni è proprio la fretta, anzi, la frene­sia, spezzando ogni freno, ignorando ogni attesa, governati solo dal motto «Tutto e subito». Anche se per primo non aveva rispettato que­sto divieto, Ernest Hemingway ammoniva giustamente contro quella «perversione di vita che è la necessità di compiere qualcosa in un tempo minore di quanto in realtà ne occorra».

Gianfranco Ravasi


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