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Vieste/ L’ ULTIMO SACRIFICIO

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Riceviamo e pubblichiamo

Il pensiero in questi giorni va ai nostri anziani, ai genitori di molti di noi, una generazione a cui nulla è stato risparmiato in termini di sacrifici, sofferenze e avversità. Penso ai più anziani che hanno conosciuto il terrore e l’ assurdità della guerra ; la fame come compagna quotidiana in uno stato di disperazione, all’ emigrazione “forzata” in altri mondi del tutto sconosciuti per loro, per sfuggire alla miseria e dare una speranza di vita o di sopravvivenza alla propria famiglia.

Provate ad immaginare il senso di angoscia e smarrimento . Vite sacrificate e a volte perse per le condizioni disumane dei luoghi di lavoro. Se lavoro si poteva chiamare. Pensate a coloro che lavoravano nelle miniere.

Sacrifici e sempre sacrifici.

Domandava Simone de Beauvoir : 《I vecchi sono degli esseri umani ?》. A giudicare da quello che la vita gli ha riservato, è lecito dubitarne: la vecchiaia resta un segreto vergognoso, un soggetto proibito. Loro, i vecchi, ora stanno assistendo a un ennesimo fenomeno epocale che si riversa su di loro come una gigantesca frana.

Sacrifici e sempre sacrifici.

Illusi ancora una volta dalla vita, hanno creduto in una serenità in quest’ultima parte della loro vita . Invecchiare bene non dipende solo da buone condizioni di salute e disponibilità economiche, ma anche dalla possibilità di non interrompere i legami significativi con la storia personale e famigliare. Anche questo gli viene negato in quest’ ultimo periodo per colpa di un’ epidemia, l’ ennesima.

Sacrifici e sempre sacrifici.

Spesso quando si tratta di vecchi, prevale il brutto vizio di rassegnarsi a nome loro. Non dobbiamo accettarlo!

Molti di essi erano e molti di essi sono gli ammortizzatori sociali silenti di molte famiglie occupandosi dei nipotini mentre entrambi i genitori lavorano. E  c’è addirittura uno Stato sociale parallelo dove gli anziani aiutano regolarmente    i figli sul piano finanziario quando la fine del mese è ancora lontana e i loro “ragazzi” vanno in emergenza.

Sacrifici e sempre sacrifici.

Sarebbe bello diventare invisibili e recarsi nei freddi reparti ospedalieri dove stanno spegnendosi lentamente, portargli delle caramelle ( perché agli anziani piacciono le caramelle come ai bambini)  così di soppiatto, nascondendole nel palmo della loro mano e stringerla per l’ultima volta facendogli capire che ci siamo e perché a nessuno dovrebbe essere negata la possibilità di andarsene senza il conforto dei propri cari.

Sacrifici e sempre sacrifici.

Ora sono chiamati  non ad un ultimo sacrificio, ma all’ ultima battaglia : quella contro la morte con la consapevolezza della fine della propria esistenza. Ma si sentono vinti, non hanno più la forza e la voglia di lottare, c’è  rassegnazione nei loro occhi ci dicono i medici. La rassegnazione degli uomini che nella vita si sono ritrovati ad affrontare sacrifici e sempre sacrifici.

Di fronte alla malattia , alla morte di un proprio caro si può reagire in molti modi, e quello di aggrapparsi alla fede, qualsiasi essa sia, è degno di profondo rispetto.

Non ho il dono della fede, non sono un credente, e rispetto al problema di Dio mi considero un agnostico, e quindi di conseguenza non credo a una eventuale vita eterna. Sono però profondamente convinto che ogni persona permanga nelle azioni e nelle cose  a lui appartenute quelli che siamo soliti chiamare : oggetti personali  . Vederli e sentirsi prendere dalla commozione è un’ esperienza meravigliosamente umana. Oppure fortemente presenti nei nostri ricordi, essi si presenteranno a noi ogni qualvolta ci troveremo di fronte alle difficoltà, e saranno lì a consolarci  , sarà l’ennesimo sacrificio fatto per noi.

A tutti gli anziani che non ci sono più. 

Gaetano Manfredi


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