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Vieste/ CELESTE E’ QUESTA CORRISPONDENZA DI AMOROSI SENSI

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Passano i giorni di quarantena e divieti, siamo ligi alle regole e furbi ad inventarci scappatoie simpatiche per una passeggiata in più. I tempi si allungano e vengono fuori esigenze che fanno notizia: la passeggiata per gli animali, lo sport prescritto dal medico, lo svago dei bambini.

Poi rimangono quelle silenziose, quelle sotterrate, quelle ormai in un cimitero. C’è chi aveva l’abitudine di andare almeno una volta a settimana al cimitero, più che un’abitudine, un’esigenza.

Mettere a posto la tomba dei propri cari, riordinare i fiori, spolverare. Così come quando lo si faceva nella stanza del figlio che non c’è più, per la tavola del coniuge ormai defunto o per il letto dei nonni che hanno finito il loro ciclo di vita.

Questi strani giorni hanno vietato alle persone perfino poter dare un ultimo saluto a chi ci lasciava e peggio ancora neanche una sepoltura accompagnata da un rito. Un rito che sia religioso o ateo, comunque un rito fatto di gesti e immagini dure, dolorose, ma che stanno a celebrare e suggellare quella “corrispondenza di amorosi sensi” di cui Foscolo poetizzava.

E poi arriva il giorno dopo, e quello ancora dopo, il giorno in cui la tomba non è solo un posto dove versare lacrime, ma diventa un angolo dove continuare il rapporto con i propri cari.

Allora è bene pensare insieme ai problemi di macro economia europea, la nostra prossima stagione turistica, e anche la riapertura dei cancelli del cimitero per Giggino che tutte le mattine era solito far visita alla tomba della moglie in attesa di raggiungerla, perché non sapremo mai né l’ora né il momento.

Gaetano Simone


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