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Italia Viva/ In Puglia si continuano a dire falsità sul ministro Bellanova

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Per la prima volta, il nostro Paese si trova davanti a una sfida che sta cambiando il pianeta e ci impone di ridefinire tutti i settori di interesse e di rilancio della società. In questo clima di incertezza e preoccupazione per il futuro, si sta lavorando con enormi sacrifici e con senso delle istituzioni al “rilancio” della nazione con proposte e misure in grado di superare le difficoltà che stiamo affrontando.

Purtroppo, nella nostra Puglia, alcuni rappresentanti politici continuano ad alimentare demagogia e falsità, attribuendo al Ministro Bellanova e al nostro partito responsabilità inesistenti.

Ricordiamo a tutti che il nostro unico merito è quello di aver dotato lo Stato di un nuovo strumento di tutela del lavoro e della giustizia sociale. Tutti quei lavoratori, uomini e donne, che in questi anni si è fatto finta di non vedere, di non sapere che stavano raccogliendo nei campi i prodotti che finiscono per fare concorrenza sleale alle tante aziende che con fatica rispettano i diritti delle persone e della salute.

E oltre alla regolarizzazione, il Decreto prevede anche una norma per dare la possibilità ai percettori di reddito di Cittadinanza e altri sussidi (come la Naspi e la cassa integrazione), di offrirsi per il lavoro nei campi: chi riceve questi sussidi può lavorare fino a un massimo di un mese, prorogabile di altri 30 giorni, senza perdere o vedere ridotti i benefici previsti, nei limiti di 2.000 euro l’anno per il 2020.

A questo si aggiungono fondi per il florovivaismo e per il vino, per l’accesso al credito con ISMEA, per i contributi a fondo perduto alle aziende agricole, per la cassa integrazione e i bonus per i lavoratori agricoli e della pesca, per i bonus vacanze e l’esenzione IMU degli agriturismi, per il fondo agli indigenti ai quali destinare i prodotti del comparto.

Una svolta che non esitiamo a definire epocale, nella terra di Peppino Di Vittorio e che vogliamo dedicare alla salentina Paola Clemente, vittima del caporalato.

LE COORDINATRICI E I COORDINATORI PROVINCIALI


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