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3 Giugno/ INTERROGARSI

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La vita prosegue coronando i viventi di felicità e di dolore. La vita corona tutti, ma non pone domande, non dà risposte, è sempre in marcia verso nuove nascite, nuove vite. Sono gli esseri umani che s’interrogano.

ULLA ISAKSSON

Oscar Wilde paradossalmente – ma non troppo – diceva che «le risposte sono capaci di darle tutti, ma per fare le vere domande ci vuole un genio». In un’altra forma la scrittrice svedese Ulla Isaksson (1916-2000) in apertura al suo dramma Alle soglie della vita fa la stes­sa considerazione.

La vita è sempre in azione e in fermento: genera ininterrottamente nuovi viventi, ne scandisce le esistenze con gioie e sofferenze, alla fine si ritira per lasciare spazio alla morte. Il suo stes­so distribuirsi è misterioso perché, come nota la scrittrice: «Una don­na è piena di vita e non può tenere il bambino agognato. Un’altra, ingenua e troppo giovane, viene improvvisamente colta di sorpresa dalla vita» e ha un figlio inatteso.

Ebbene, in tutto questo è la persona che deve interrogarsi, che de­ve scavare in se stessa alla ricerca di un senso, che deve rivolgersi al mondo e al mistero intuendone i segreti disegni.

Per questo l’inter­rogazione, ossia la ricerca, è l’anima stessa dell’essere uomo o donna ed è il cuore della fede. La verità è simile a un mare che non si può possedere se non gettandovisi e navigandolo, passando di orizzonte in orizzonte, in un continuo procedere fino alla meta estrema della nostra vita. E bisogna anche mettere in conto il fatto che essa costa: come scriveva nel Mulino del Po (1938-40) Riccardo Bacchelli, la ve­rità è simile al «cauterio del chirurgo: brucia, ma risana».

Gianfranco Ravasi


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