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Cambiano i parametri per considerare il debitore ina­dempiente nei confronti delle banche. Dal primo giorno del 2021 entra il vigore il Regolamento UÈ che riguarda la soglia di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato per banche e gruppi ban­cari, D’ora in poi per essere considerati cattivi pagatori basterà davvero poco: se si superano i 500 euro in relazione a uno o più finanziamenti che rappresenta­no l’l% del totale dell’esposizione nei confronti della banca si parla già di «arretrato rilevante», men­tre per le persone fisiche e le piccole imprese bastano 100 eu­ro.

Dichiarazioni dei redditi tutte da rifare per pensionati, cassin­tegrati. È in arrivo dall’Inps una nuova «Certificazione Unica 2020» che accompagna, «annulla e sostituisce quella precedente – poiché – le somme certificate non corrispondono a quelle effettiva­mente erogate o trattenute nel 2019». Chi dovesse riceverla non può fare altro che ripresentare la dichiarazione dei redditi, con «ravvedimento» poiché i termini sono scaduti, per evitare il ri­schio di trovarsi tra qualche an­no in accertamento fiscale. Il ri­schio errore esiste anche per la precompilata. L’Inps comunica che «qualora intenda avvalersi della dichiarazione precompilata fornita dall’Agenzia delle Entra­te, dovrà, ove necessario, modi­ficarne il contenuto sulla base della Certificazione Unica retti­ficata». Il bacino di potenziali de­stinatari è di circa 19 milioni di italiani.

Il danno riconosciuto a coloro che sono rimasti coinvolti in pro­cessi di durata irragionevole diminuisce ogni anno e arriva trop­po in ritardo. Da una somma pre­vista di 1000 euro si è passato da un minimo di 400 euro a un mas­simo di 800 euro per ogni anno di ritardo del processo imputabile all’amministrazione giudiziaria. A rendere complicato il ricono­scimento del ritardo nell’eroga­zione delle somme, previsto dalla legge in sei mesi, la lentezza dell’Amministrazione dello sta­to. Di qui la necessità di una mo­difica della legge Pinto per ren­dere immediatamente realizzabi­le il credito maturato giudizial­mente e, quindi, effettivo il diritto soggettivo al risarcimento danni da lungaggine processuale per la parte che, oltre ad avere atteso lungamente l’esito di un giudizio che la ha vista coinvolta, è co­stretta ad attendere ancora per la soddisfazione del suo credito al risarcimento danni accertato per l’eccessiva durata del processo.

Il paziente che voglia far valere un’ipotesi di responsabilità medi­ca dopo un intervento, deve provare anche il nesso di causali­tà materiale, ovverosia dimostra­re che la condotta del medico è la causa dell’evento lesivo della sa­lute. Lo ha stabilito la Cassazione ribadendo che «il paziente non può pretendere dal medico il ri­sultato, in quanto questo non è assicurato dalla mera esecuzione della prestazione sanitaria».

Attenti a vio­lare le norme del DPCM per le vacanze di Natale dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021e alle gior­nate del 25 e 26 dicembre 2020e 1 gennaio 2021. Le multe sono sa­late. Previsto il pagamento di una somma che va dai 400 ai 1000 euro. Importi che vengono ridotti del 30% se si provvede al pagamento nel termine di 5 giorni (da 280 euro – 666,68 euro). Qualora le pre­dette violazioni vengano com­messe con l’utilizzo di un veicolo la misura della suddetta san­zione è aumentata fino a un terzo. Nei casi in cui si rende necessario giustificare lo spostamento con la produzione di un’autocertificazione, se questa non risulta veritiera, è prevista la pena della reclusione da 1 a 6 anni.

Finiti gli studi, siano quelli li­ceali, la laurea triennale o la spe­cialistica, un figlio ha l’obbligo di attivarsi per cercare un lavoro qualunque per rendersi autono­mo, in attesa di un impiego più aderente alle sue aspirazioni. Lo ha stabilito la Cassazione riba­dendo che il figlio «non può pretendere «che a qualsiasi lavoro si adatti soltanto, in vece sua, il genitore».


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