The news is by your side.

FLASH MOB E RICORSI AL TAR GENITORI UNITI CONTRO LA DDI «DENUNCEREMO LA REGIONE». DA MESAGNE A TRIGGIANO, DA BARI A SAN PIETRO VERNOTICO, DA PRESICCE A LEVERANO, DA VIESTE A BARLETTA E CAPURSO, E ALTRI COMUNI.

206

Uno  tsunami  si  è  abbattuto  sul  mondo  della  scuola  pugliese,  travolgendo  migliaia  di  famiglie.  Dal  giorno  in  cui  è  stata  emanata  la  nuova  ordinanza  regionale  che  stoppa  le  lezioni  in  presenza  fino  al  prossimo  5  marzo,  si  moltiplica  il  dissenso  contro  una  decisione  ritenuta  ingiusta  dalla  maggior  parte  dei  genitori,  soprattutto  quelli  che  lavorano  e  non  possono  lasciare  a  casa  i  loro  figli,  specie  se  si  tratta  di  bimbi  piccoli.  Un  provvedimento,  quello  del  governatore  Michele  Emiliano,  arrivato  sabato  pomeriggio,  che  ha  mandato  in  tilt  anche  i  presidi  che  non  hanno  fatto  in  tempo  – considerata  la  domenica  di  mezzo  – a  mettere  in  pratica  ciò  che  prevede  il  dispositivo,  disponendo  così  che  ieri  tutti  gli  alunni  seguissero  le  lezioni  da  casa  in  Dad,  in  modo  da  guadagnare  un  po’  più  di  tempo  per  riuscire  ad  incastrare  le  diverse  tessere  del  puzzle,  dopo  aver  convocato  consigli  di  classe,  collegi  docenti  e  consigli  di  istituto  straordinari  per  stabilire  i  criteri  con  cui  ammettere  in  presenza  gli  studenti  che  si  trovano  in  situazioni  «non  affrontabili»  come  recita,  appunto,  l’ultima  ordinanza.  Insomma,  non  c’è  pace  per  la  scuola:  da  settembre  ad  oggi  è  stata  una  continua  battaglia  che  ha  sfiancato  tutti,  soprattutto  i  bambini  e  i  ragazzi  sempre  più  disorientati  da  quello  che  accade  intorno  a  loro,  inspiegabile  il  più  delle  volte.  Ma  stavolta  le  famiglie  sono  più  determinate  che  mai.  Lo  hanno  dimostrato  ieri  con  molteplici  sit  in  organizzati  davanti  ai  cancelli  chiusi  di  tutte  le  scuole  della  Puglia:  da  Mesagne  a  Triggiano,  da  Bari  a  San  Pietro  Vernotico,  da  Presicce  a  Leverano,  da  Vieste  a  Barletta  e  Capurso,  e  altr  comuni.  Una  mobilitazione  accompagnata  da  cartelli  del  tenore  «Non  si  contrappone  il  diritto  alla  scuola  al  diritto  alla  salute”,  “La  scuola  si  cura  non  si  chiude”,  “Dad,  Ddi:  basta!  È  solo  caos”  e  da  flash  mob  coreografici,  come  quello  che  ha  visto  i  genitori  depositare  gli  zaini  davanti  agli  ingressi  degli  istituti  sbarrati.  E  altre  manifestazioni  sono  state  annunciate  per  domani  e  dopodomani.  L’obiettivo  è  spingere  alla  riapertura  delle  scuole.  «Per  l’ennesima  volta  – incalzano  i  rappresentanti  del  coordinamento  “Priorità  alla  Scuola”  – si  richiudono  le  scuole.  Ancora  una  volta  le  istituzioni  regionali,  col  beneplacito  dei  sindacati  confederali,  scaricano  le  loro  responsabilità  sulla  scuola,  abbandonandola  a  sé  stessa.  Ancora  una  volta  si  utilizza  la  scuola  per  nascondere  il  fallimento  della  gestione  sanitaria  della  pandemia.  Dopo  un  anno  nessun  numero  ufficiale  è  stato  presentato  dalla  Regione  sui  contagi  derivanti  dalla  scuola.  Nessun  piano  operativo  serio  è  stato  reso  pubblico  affinché  si  potessero  rafforzare  i  trasporti,  tracciamenti,  tamponi  a  scuola.  Nessun  intervento  per  la  medicina  di  base  e  territoriale  è  stato  definito».  Di  qui  l’intenzione  annunciata  di  una  manifestazione  davanti  alla  sede  della  presidenza  della  Ragione  domani  pomeriggio,  in  qualche  modo  coordinata  con  l’altro  movimento  “La  scuola  che  vogliamo”,  che  annuncia  invece  un  presidio  in  piazza  Libertà  a  Bari  per  oggi  con  una  richiesta  pesante:  il  commissariamento  degli  organi  regionali.  «Ad  un  anno  dalla  prima  chiusura  delle  scuole  le  istituzioni  regionali  pugliesi  – incalzano  i  responsabili  del  movimento  “Priorità  alla  Scuola”  – continuano  a  disgregarci,  stremarci.  Addirittura  costringono  molti,  soprattutto  donne,  ad  abbandonare  il  lavoro  per  prendersi  cura  dei  propri  figli  durante  la  Dad».  «Denunceremo  la  Regione  Puglia  per  violazione  dei  diritti  dei  minori  ai  tribunali  internazionali  – gli  fa  eco  il  comitato  “Le  scuole  che  vogliamo”  – con  l’augurio  che  nel  frattempo  il  governo  impugni  l’ordinanza  regionale».  Contestualmente  al  dissenso  è  arrivato  anche  il  primo  ricorso  contro  l’ordinanza  che  rappresenta  una  «compressione  del  diritto  fondamentale  all’istruzione  con  una  «oggettiva  ricaduta  delle  misure  adottate  sulla  crescita,  maturazione  e  socializzazione  degli  studenti,  obiettivi  propri  dell’attività  scolastica,  che  risultano  vanificati  senza  alcuna  possibilità  di  effettivo  ristoro»  scrive  l’avvocato  Luisa  Carpentieri  nel  ricorso  presentato  al  Tar  Puglia,  per  conto  del  Codacons  Lecce  e  di  un  gruppo  di  genitori,  in  cui  si  chiede  l’annullamento  previa  sospensione  della  sua  efficacia,  del  provvedimento  di  Emiliano.  presidente  della  Regione,  ancora  una  volta  terrorizzato  da  un  potenziale  aumento  esponenziale  dei  contagi  nelle  scuole  che  ad  oggi  non  ha  ragione  di  esistere  legge  nel  ricorso  – ha  stabilito  la  chiusura  totale  di  tutte  le  scuole  senza  alcun  riguardo  alle  evidenze  epidemiologiche,  quanto  meno,  senza  esplicitare  i  motivi  epidemiologici  secondo  i  quali,  all’interno  di  una  regione  gialla,  l’unica  attività  di  rango  costituzionale  che  non  possa  essere  effettuata  in  presenza  è  la  scuola».  Intanto,  sindacati  dei  lavoratori  della  scuola,  sempre  ieri,  hanno  chiesto  la  convocazione  di  un  tavolo  urgente  all’assessore  all’Istruzione  Sebastiano  Leo,  per  parlare  di  presìdi  sanitari  nei  plessi  scolastici,  con  il  team  di  Toss  Covid  e  di  tempistica  rispetto  alle  vaccinazioni  del  personale docente e Ata.

Maria  Claudia  Minerva 

quotidianodipuglia