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SCUOLA/ ORDINARI TRUCCHI DI STUDENTI VIESTANI RACCONTATI DA UN DOCENTE DURANTE UNA LEZIONE A DISTANZA

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“Nella nostra scuola, subito dopo la sospensione delle attività in presenza, abbiamo iniziato ad usare il registro elettronico assegnando i compiti agli studenti. Il fatto è che, nei primi giorni, non immaginavo – ci racconta un prof – che la situazione potesse protrarsi per così tanto tempo.
Così abbiamo iniziato ad utilizzare una piattaforma diciamo, più sicura e con più funzionalità adatta alla videolezioni”.

E cosa è successo a questo punto?

Sono arrivati i problemi.
Io per esempio abito in una zona di Vieste in cui non c’è una connettività adeguata e quindi sono costretto a fare le lezioni usando il mio cellulare.
Anche diversi miei studenti sono in difficoltà.

E’ riuscito ad “agganciare” tutti?

Ho alcuni studenti (pochi per fortuna) ai quali non riesco ad arrivare come io vorrei e la cosa mi crea ansia e preoccupazione anche perché si tratta di ragazzi del quinto anno che devono sostenere l’esame di Stato.
Ad ogni modo nessun alunno è “scomparso” del tutto, grazie anche all’intervento della coordinatrice di classe che si preoccupa sempre di ricontattare gli studenti che si assentano per qualche lezione.
Il fatto è che nella mia disciplina, ma questo è un discorso che vale un po’ per tutto il percorso didattico dei professionali, la parte teorica è importante ma vale molto anche quella laboratoriale che, purtroppo, non può essere veicolata del tutto con una lezione a distanza.

Ma loro, gli studenti, sono motivati?

Le nuove regole introdotte con il decreto scuola prevedono che tutti gli studenti vengano comunque ammessi all’esame di Stato e questo fa sì che alcuni – soprattutto quelli che già in condizioni normali “zoppicano” un po’ – siano poco motivati a seguire le lezioni.

Ma quando ci sono, sono attenti?

Le racconto, alcune cose che mi raccontano:” Il problema principale con le videolezioni – mi dice un mio studente – Prof, è quello di avere una famiglia numerosa. Ho tre fratelli e ogni mattina dobbiamo contenderci le varie stanze della casa, dopo urla e litigate ci stabiliamo nelle solite postazioni, io in camera, mia sorella maggiore in sala da pranzo, mio fratello nella sua camera e infine mia sorella minore nel salotto… mi sveglio perché sento la voce della maestra di mio fratello che spiega… andare in cucina per fare colazione è un rischio perché devo subirmi le imponenti minacce di mia sorella maggiore che esige il silenzio totale… E poi, tra i quattro computer accesi e i vari telefonini che non spegniamo mai, la connessione va a rilento, il video si interrompe e delle Vostre spiegazioni comprendo ben poco”.

E’ un caso limite?

Non direi , per esempio, sono tanti quelli che mi chiedono: “Scusi prof, posso andare in bagno?” o “quando facciamo ricreazione” o “ho dimenticato il libro”. Le frasi più comuni, tipo: “prof, ho problemi di connessione” oppure “non la sento ma riesco a vederla” o ancora “prof, devo inviarle il compito ma davvero non so come fare”. L’altro giorno, chiedo: come mai è così buio? mi sento rispondere: “Prof. mia sorella stà dormendo se accendo la luce o apro la finestra si sveglia”. Un altro studente risponde all’appello con gambe incrociate sul suo tavolino. Non manca chi si presenta in video mentre inzuppa il biscotto nella tazza di latte: “scusa Prof. faccio colazione!” O chi ha come sfondo la tavola imbandita per il pranzo: “scusa prof, i miei pranzano a mezzogiorno”. E poi gatti e fratellini che interrompono le lezioni. Chi si alza per preparasi un caffè. Scene per tutti i gusti. Lezioni che sembrano viaggi per immagini dove non manca la chiosa comica finale: stendini- panni che volano, con mamma che impreca, e fantasmi a torso nudo. Chi risponde all’appello dal letto e nel letto. Chi con gatti in braccio.

E le interrogazioni?

Qui siamo alla fantasia sfrenata pur di scopiazzare: La tecnologia li aiuta: così mentre noi guardiamo il bel faccione, loro leggono tranquillamente quello che si sono preparati. E’ vero che ora iniziamo a chiedere ai ragazzi di creare e svolgere esercizi e poi di inviarceli online, in modo da poter  fargli domande su quegli esercizi e capire così se li hanno copiati. Ma la loro fantasia resta sfrenata: va dall’oscuramento video appena si entra in difficoltà, agli allestimenti di un vero gobbo sullo stile televisivo con complicità della mamma annessa. Oppure all’improvviso si sente l’irrompere di una telecronaca di una partita di calcio. Di un brano musicale. Il momento critico cade tra la 3° e 4° ora. E’ il richiamo dell’aperitivo, così si sente dire in giro. Mollano e scappano, per poi rivederli ricollegati all’ultima ora. Della serie la scuola a distanza alimenta l’aggregazione, altrochè!

Cinema, teatro o cabaret?

Che tra l’altro ora vogliono riaprire. La scuola no. Non ne parliamo poi cosa succede alle elementari! Parafrasando Flaiano: la situazione della scuola in Italia è garve, ma non è seria. Oggi è una scuola maltrattata, umiliata, svuotata di contenuti di sostanza, una scuola che crolla in tutti i sensi. I nostri ragazzi erano, di fatto, già incanalati dentro il solco della precarietà vivendo questo tipo di scuola. Oggi più che mai con la #dad chi non comprende sicuramente è complice.