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PUGLIA IN ZONA ROSSA SI ESCE SOLO PER «VALIDI MOTIVI» . TORNA L’AUTOCERTIFICAZIONE, IN ALLEGATO IL PDF

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Gran parte dell’Italia si tinge di rosso, Puglia incluso. E per questo torna anche l’autocertificazione per gli spostamenti da casa, preferibilmente da stampare e compilare. Il modulo serve a giustificare gli spostamenti necessari che altrimenti non sarebbero consentiti in zona rossa.

Dal giallo al rosso, senza passare dalla fascia arancione che tutti si aspettavano. Il ministero della sanità accoglie la richiesta della Puglia e decreta, a partire da oggi, lunedì, il massimo delle restrizioni al fine di contenere il contagio. L’epidemia si allarga, i contagi si moltiplicano, gli ospedali e i pronto soccorso subiscono l’impennata degli accessi. La decisione di collocare la Puglia in fascia rossa deriva da una precisa richiesta degli uffici sanitari della Regione. Il presidente Michele Emiliano e l’assessore Pier Luigi Lopalco avevano constato che i parametri inviati a Roma – relativi alla settimana di riferimento, quella dall’1 al 7 marzo – avrebbero certamente portato la Puglia in fascia arancione. Tuttavia i parametri relativi alla settimana in corso erano ben superiori e indicavano una tendenza allarmante. Da qui la richiesta che venissero prese in considerazione non solo le informazioni relative ai sette giorni di riferimento, ma anche quelli successivi. Inutile attendere ancora – questo il ragionamento – perché sarebbero giorni sprecati nella lotta al virus. Il decreto del ministro Roberto Speranza ha accolto la tesi. L’indice Rt della Puglia ha superato il valore di 1 (che significa un contagio da un nuovo positivo). Per la precisione, l’indice Rt si è attestato a 1,23, inferiore al quello di 1,25 che avrebbe fatto scattare il rosso in automatico.

Va aggiunto che non è ancora in vigore il parametro indicato nel decreto legge approvato dal governo per regolare il periodo dal 15 marzo al 6 aprile (comprese le feste pasquali). Nel decreto è indicato il riferimento all’incidenza di 250 nuovi casi ogni 100 mila abitanti su base settimanale: tale incidenza conduce al rosso in automatico. In Puglia il parametro del 250 viene superato solo dalle province di Bari e Taranto, mentre a livello regionale si ferma a 206,23. Contagi a parte, va detto che un segno dell’ondata in corso sono le condizioni degli ospedali, soprattutto a Bari e Taranto.

Da oggi, dunque, nuove regole: le scuole resteranno chiuse e si studierà con la didattica a distanza; non si potrà uscire di casa se non per ragioni di lavoro, salute e urgenza; parrucchieri ed estetisti, a differenza del passato, resteranno chiusi.

TORNA ANCHE L’AUTOCERTIFICAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI DA CASA, PREFERIBILMENTE DA STAMPARE E COMPILARE. IL MODULO SERVE A GIUSTIFICARE GLI SPOSTAMENTI NECESSARI CHE ALTRIMENTI NON SAREBBERO CONSENTITI IN ZONA ROSSA.

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QUALI SONO LE ULTERIORI RESTRIZIONI PER CONTENERE I CONTAGI?

Ristoranti e bar chiusi (tranne che per asporto e consegna) e divieto di uscire dal proprio comune. Il 3, 4 e 5 aprile, sull’intero territorio nazionale (tranne regioni «bianche») si applicano le misure della zona rossa. Oltre alla chiusura di bar e ristoranti e alla serrata di molti negozi, ci sono limitazioni severe agli spostamenti. Dal 15 marzo al 6 aprile i presidenti delle Regioni possono applicare le misure della zona rossa nelle province in cui i contagi superano i 25o casi a settimana ogni 100 mila abitanti e nelle aree dove la circolazione delle varianti «determina alto rischio di diffusione o induce malattia grave».

LE SECONDE CASE: LE REGOLE

Il dilemma delle seconde case non è ancora ufficialmente sciolto. Nel decreto legge del governo Draghi non c’è un passaggio specifico, ma il rientro alla propria abitazione è sempre consentito e un divieto non c’è. L’interpretazione di Palazzo Chigi — che aggiornerà presto le Faq con le risposte alle domande frequenti e ai tanti dubbi dei cittadini — è che andare nelle seconde case è consentito, anche in un’altra regione e anche in zona rossa. Lo possono fare però soltanto coloro che abbiano un titolo per provare la proprietà o l’affitto (possono esibire copia del contratto o autocertificarlo) e a condizione che la casa di destinazione non sia abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare del proprietario. Alcune ordinanze regionali e comunali vietano invece di raggiungere le abitazioni di vacanza e in questo caso non si può andare.

A PASQUA È CONSENTITO ANDARE A TROVARE GLI AMICI E I PARENTI?

Come nel 2020, quando l’esplosione del virus impose il lockdown nazionale, anche la Pasqua del 2021 sarà blindata. A causa della corsa del Covid-19 e delle sue varianti non sarà possibile onorare il proverbio «Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi». Gli incontri dovranno essere contingentati e non si vedranno le classiche tavolate al ristorante. Il nuovo decreto dice che nei giorni 3, 4 e 5 aprile l’Italia intera è in zona rossa (tranne le regioni «bianche», come attualmente la sola Sardegna). Ci si può spostare soltanto per le «comprovate esigenze», ma è stata conservata la deroga che era in vigore durante le festività natalizie: una sola volta al giorno due adulti e minori di 14 anni possono fare visita ad amici o parenti all’interno della regione. Al comma 4 dell’articolo 1 è scritto che lo spostamento deve avvenire tra le 5 e le 22 e che si può andare «verso una sola abitazione privata abitata».

IL GIORNO DI PASQUETTA SONO PERMESSE GITE FUORI PORTA?

La tradizionale gita fuori porta, con il picnic di Pasquetta, quest’anno non sarà possibile. Il 5 aprile infatti, come la domenica di Pasqua e il Sabato Santo, gli spostamenti saranno vietati. Però il governo ha lasciato la possibilità di spostarsi all’interno della propria regione per andare a trovare amici o parenti, una sola volta al giorno. Dalle 5 alle 22 possono muoversi due adulti portando con sé figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. L’unica possibilità per il classico picnic di Pasquetta è quindi un giardino privato, anche in una seconda casa. I parchi restano aperti anche in fascia rossa, a meno di ordinanze locali che vietino l’accesso. Però in zona rossa non è consentito uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute e urgenza. Occorre il modulo di autocertificazione, sul quale di certo non si può scrivere «gita» o «picnic».

PER VIAGGIARE ALL’ESTERO SI PUÒ PRENDERE UN AEREO DA UN’ALTRA REGIONE?

I viaggi all’estero sono consentiti, ma secondo l’interpretazione del ministero della Salute i viaggi per turismo nel periodo pasquale non sono permessi, almeno nei giorni 3, 4 e 5 aprile. In zona rossa gli spostamenti sono infatti vietati se non per «comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute». E un viaggio per turismo non è, per il ministro Speranza, un motivo di necessità. Molti pensano che si possa partire o meno a seconda della regione di provenienza, ma nelle Faq di Palazzo Chigi sarà scritto che la limitazione non dipende dal colore della regione di partenza, ma dal Paese di destinazione, il che condiziona anche il rientro ed eventuale periodo di quarantena. Un altro dilemma è se sia possibile uscire dalla propria regione per recarsi all’aeroporto. Anche qui la risposta è che «i viaggi all’estero sono possibili quindi si tratta di uno spostamento consentito».

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