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PUGLIA/ RITI PASQUALI CON LE CHIESE CHIUSE. I SINDACI: CON IL COVID STOP NECESSARIO

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I primi cittadini si sono accordati, mercoledì presentano le richieste al presidente della Regione. Occorrerà raggiungere l’intesa con le autorità ecclesiastiche. Escluse le tradizionali processioni del triduo pasquale.

 

Quella che comincia lunedì 29 marzo, potrebbe essere una settimana santa senza riti religiosi in presenza: la recrudescenza dei contagi covid e la pressione sugli ospedali potrebbe costringere a escludere la presenza dei fedeli. Le celebrazioni più intense di tutto l’anno – dalla messa in Coena Domini del giovedì, alla Via Crucis del venerdì fino alla veglia intensa della notte di Pasqua – potrebbero essere celebrate solo dai sacerdoti, con l’assistenza di poche altre indispensabili presenze: i lettori e i ministranti che “servono” sull’altare. In questo senso muovono le richieste che i sindaci porteranno domani all’incontro con il presidente della Regione, Michele Emiliano. Naturalmente si tratta di un’iniziativa che dovrà essere concordata con la conferenza episcopale pugliese.

GLI ALTRI PROVVEDIMENTI

 Le altre iniziative suggerita dai sindaci, guidati dal presidente dell’Anci pugliese Domenico Vitto, riguardano le restrizioni degli orari di visita ai cimiteri e la chiusura anticipata degli esercizi commerciali autorizzati ad essere aperti. Si sta ragionando anche sulla possibilità di anticipare il coprifuoco. La cosiddetta zona rossa rafforzata, evocata da Emiliano nei giorni scorsi, ruota attorno ai punti appena descritti. Se il governatore e i sindaci dovessero trovare l’intesa, la Regione potrebbe emettere un’ordinanza, dopo il confronto con le autorità ecclesiastiche e le associazioni di categoria. E’ escluso, vista la vigenza della zona rossa e la situazione, che si possa dar vita alle tradizionali processioni all’aperto di giovedì e venerdì santo.

Francesco Strippoli


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