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ENZO SPALATRO, IL GLADIATORE DEI TRABUCCHI [Intervista]

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Fu il primo ad occuparsi del destino dei trabucchi. Quando in maniera improvvida la burocrazia demaniale avrebbe voluto cancellarli. Era il 1997. Enzo Spalatro venne a trovarci nella redazione de ”IL FARO settimanale” e ci spiegò cosa stava per accadere a questi simboli del Gargano.

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Da allora e fino agli ultimi mesi di vita non smise mai di occuparsene. Con trasparenza e caparbietà, senza lasciarsi blandire dalla politica, fu al centro di tante battaglie per dare un futuro ai trabucchi, un futuro da veri e propri monumenti del territorio (e non di ristoranti sul mare).

Era considerato un rompiscatole (come tanti che sanno darsi un ideale nella vita). Non amava i compromessi perché credeva in quello che faceva e cercava di convincere gli altri delle sue ragioni.

Tante volte ci veniva trovare per fare quattro chiacchiere… quasi sempre sui suoi figli adottivi, i trabucchi. Di cui si prendeva cura e dove amava passare tanto ore della sua giornata.

Intitolargli il ricostruito trabucco di Punta Santa Croce (quello che sicuramente sentiva più suo) è un dovere, nel rispettoso ricordo di un gladiatore sempre impegnato per la sopravvivenza di questi giganti di legno. 

In questa intervista che ci rilasciò nel gennaio del 2015, Enzo Spalatro ci racconta la sua vita: da giovanissimo maestro elementare, da fratello di don Antonio Spalatro ed, ovviamente, da “tutore” dei trabucchi.


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