Passeggiando per le stradine di Vieste io e mia moglie siamo entrati in un negozio per comprare un cappellino visto nell’esposizione. Premetto che il negozio (non faccio nomi) non espone i prezzi e adotta la tecnica di contrattare il prezzo.
Fin qui tutto bene e si pattuisce per un prezzo di 10 euro. Ma al momento del pagamento il gestore si rifiuta di accettare il pagamento con carta di credito. Per il pagamento con carta mi viene richiesto un euro in più, quindi 11 euro. Il gestore insisteva che il prezzo era di 10 euro se avessi pagato in contanti mentre sarebbe stato 11 euro se avessi pagato con carta. Al che siamo andati via.
Io da un po’ di tempo, con l’avvento delle nuove tecnologie e per abitudine estiva, non utilizzo più i contanti limitandomi a portare con me solo il telefono. Continuando poco più in là, notiamo un negozio simile che vendeva cappellini ma non c’era quello che cercavano.
Abbiamo chiesto al gestore di quest’ultimo se avesse altri modelli ma la risposta è stata incredibile! Se volete il cappellino tornate al negozio precedente e con 10 euro in contanti lo potete acquistare! Con la carta 11!. Capito l’andazzo, ce ne siamo andati. Ma continuando la passeggiata ecco qua’ che ci imbattiamo in un altro negozio dove non solo si vendevano dei cappelli più belli al costo di 10 euro ma si poteva pagare anche con la carta e senza l’aggiunta di commissioni!!!
Chiedere il 10% in più per le commissioni bancarie mi sembra una prepotenza eccessiva…. Ma alla fine …. Chi troppo vuole nulla stringe!
Giancarlo M.



