La Maceratese saluta una delle sue figure più rappresentative. Si è spento a 85 anni Alberto Prenna, storico difensore biancorosso tra gli anni Cinquanta e Settanta, poi allenatore del settore giovanile e della prima squadra. Era ricoverato in ospedale. Con lui se ne va un pezzo di storia del club e un uomo che ha lasciato un segno profondo in chi lo ha conosciuto dentro e fuori dal campo.
A ricordarlo con grande affetto è Fabrizio Losito, legato a Prenna da un rapporto che andava ben oltre il calcio.
«Alberto ha sempre avuto la Maceratese nel cuore – racconta –. La sua scomparsa è una notizia durissima per chi lo ha visto lottare in campo da difensore roccioso e per chi lo ha apprezzato in panchina. Ma lo piangono anche tanti ragazzi che lo hanno avuto come allenatore nel vivaio».
Losito conobbe Prenna durante gli anni del liceo a Macerata: da lì nacque un legame profondo, esteso anche alle rispettive famiglie. «Ci siamo trovati subito in sintonia. Con il tempo era diventata una tradizione abbracciarci ogni estate. Amava Peschici e la mia campagna, ma soprattutto il nostro olio: da oltre quarant’anni veniva personalmente a ritirarlo, ed era sempre un’occasione per stare insieme e parlare di calcio».
L’ultimo incontro risale allo scorso novembre. «Era sereno, felice. Continuava a informarsi con grande curiosità sulle squadre garganiche». Una passione mai sopita, la stessa che lo aveva portato a collaborare anche con il Milan di Silvio Berlusconi, dove aveva svolto il ruolo di osservatore, lavorando a stretto contatto con diversi allenatori.
Commosso, Losito conclude con un saluto personale a quello che per tutti era “Roccia”, soprannome guadagnato sul campo:
«Non ti dimenticherò mai. Per me sei stato una persona speciale. Il nostro rapporto è andato oltre il calcio: eri un uomo limpido, diretto, mai ambiguo. Posso accettare la tua assenza, ma non la tua morte. Ciao grande Roccia».



