È entrata nel vivo la decima edizione di “Serenata alla Tarantella”, la manifestazione che da dieci anni rappresenta un punto di riferimento per la valorizzazione della cultura popolare del Gargano. Un traguardo significativo per un evento che, nel corso del tempo, ha saputo recuperare e tramandare personaggi, canti, musiche, ritualità e tradizioni identitarie del territorio, mantenendo viva la memoria collettiva e trasmettendola alle nuove generazioni.

L’edizione 2026 si è aperta con il convegno “Cantare, suonare, ballare per (R)esistere: le donne nella tradizione popolare”, ospitato sul sagrato della chiesa del Santissimo Sacramento. Un momento di riflessione e approfondimento dedicato al protagonismo femminile nella cultura tradizionale, attraverso contributi di carattere storico, antropologico e musicale.
A moderare l’incontro è stato Kekko Pennelli. Sono intervenuti il professor Vito Carrassi, docente demologo e dottore di ricerca in Scienze letterarie; Benito Ripoli, senatore a vita dell’International Group of Folkloric Festivals (IGF) ed ex vicepresidente mondiale dell’organizzazione; l’assessore alla Cultura del Comune di Vieste Alessandro Del Zombo, assessore alla Cultura del Comune di Vieste,e la dottoressa Valentina Latiano, fondatrice del gruppo delle Mulieres Garganiche.

«L’edizione 2026 del convegno – ha sottolineato il professor Vito Carrassi – si pone in continuità con quella del 2025 e vuole essere un’occasione per ribadire l’importanza della cultura tradizionale, ovvero del folklore. Quest’anno abbiamo scelto di porre l’attenzione sulle donne e sul ruolo che esse hanno svolto e continuano a svolgere nell’ambito delle tradizioni popolari».
Carrassi ha evidenziato la nascita e lo sviluppo della Taranta: le forme di ritualità, sulla tradizione orale e “sulla performatività musicale, ambiti nei quali emerge con forza un protagonismo femminile troppo spesso rimasto in secondo piano ma fondamentale per la conservazione e la trasmissione del nostro patrimonio culturale”.
Particolarmente apprezzato anche l’intervento di Benito Ripoli, che ha ripercorso le origini della serenata sul Gargano, soffermandosi sull’evoluzione di una tradizione che ancora oggi rappresenta uno degli elementi più autentici dell’identità culturale del territorio.

L’assessore alla Cultura Alessandro Del Zombo ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ringraziando il sindaco Nobiletti e l’ex assessore alla Cultura Graziamaria Starace “per la sensibilità dimostrata e per aver avviato un percorso capace di orientare sempre più Vieste verso manifestazioni di alto profilo culturale, valorizzando il patrimonio immateriale della comunità”.
A chiudere il convegno è stata la coinvolgente testimonianza della dottoressa Valentina Latiano che, fondatrice del gruppo al femminile, oramai, mitico delle Mulieres Garganiche, ha trasformato il proprio intervento in una vera e propria performance, coinvolgendo il pubblico con canti e momenti di grande intensità emotiva. Latiano ha ribadito il ruolo centrale della donna garganica nella tradizione orale, nei canti popolari e, in particolare, nelle musiche della tarantella, sottolineando “come siano state proprio le donne, nel corso dei secoli, le principali custodi della memoria, delle melodie e delle storie tramandate di generazione in generazione”.
Il convegno inaugurale ha così dato il via a un’edizione speciale di “Serenata alla Tarantella”, quella del decennale, nel segno della memoria, della ricerca e della valorizzazione delle radici culturali del Gargano, “con uno sguardo – ha rimarcato nei saluti finali Kekko Pennelli – rivolto al futuro e alle nuove generazioni chiamate a custodire e rinnovare questo prezioso patrimonio”.




