Nel centenario della nascita del Servo di Dio don Antonio Spalatro, la comunità di Vieste ha vissuto una intensa celebrazione nella Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, presieduta dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.
Al centro della riflessione, la domanda: che cosa significa essere santi? La risposta è stata cercata nella vita di don Antonio, morto a soli 28 anni, dopo cinque anni di ministero sacerdotale. Una vita breve, ma pienamente compiuta nel dono a Dio, alla Chiesa e alla comunità. Il Cardinale ha richiamato la misericordia e la compassione, ricordando le parole di don Antonio: «Gesù ci ha detto di avere viscere di misericordia e di compassione verso tutti».
È stata ricordata anche la “piccola via” di Santa Teresa di Lisieux, fondata sulla fiducia e sull’umiltà, e l’invito evangelico a diventare come bambini, capaci di affidarsi a Dio e di tendere a Lui la propria mano. Un messaggio particolarmente significativo per i giovani, insieme alla testimonianza di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati.
La vita di don Antonio richiama anche l’immagine evangelica del granello di senape: piccolo e nascosto, ma capace di crescere e portare frutto. Così una vita breve può diventare, nelle mani di Dio, una testimonianza grande.
La causa di beatificazione prosegue. Il lavoro di documentazione e la Positio sono ormai nella fase romana. Nel cammino sono direttamente coinvolti, con ruoli diversi, Alberto Cavallini, Antonio Tomaiuoli e Francesco Armenti, postulatore romano della causa.
Nei primi mesi del 2027 è previsto un passaggio importante nell’esame della causa. Il cardinale ci ha dato la speranza che entro l’estate potrà aprirsi la strada al riconoscimento dell’eroicità delle virtù di don Antonio e quindi alla sua dichiarazione di Venerabile. Ma, oltre alle procedure, resta fondamentale la fama di santità nella comunità: conoscere don Antonio e farlo conoscere, leggere e diffondere i suoi scritti e le sue opere, ma soprattutto pregare chiedendo la sua intercessione, come ha precisato il Cardinale Semeraro.
La storia di don Antonio ci ricorda che non è la durata della vita a determinarne il valore, ma la misura del dono. Come un piccolo granello di senape, la testimonianza di don Antonio Spalatro continua a crescere e a portare frutto nella Chiesa e nella comunità di Vieste.
Don Antonio Spalatro, Servo di Dio, prega per noi.
Tiziana Vescera



