A conclusione della Trilogia, presso l’Editrice Genesi di Torino è appena uscito il saggio.
Frutto di sette anni di lavoro, Angelo Piemontese porta a termine la sua esplorazione inerente alla narrativa italiana di un secolo. Infatti, dopo Realismo e Neorealismo del 2021 e Il lungo addio all’impegno: la narrativa italiana dalla Ricostruzione alla caduta del Muro di Berlino (1956-1989) del 2023 ha pubblicato La narrativa plurale. Forme e tendenze al tempo di Internet: dalla fine del Novecento al 2025, Genesi Editrice, Torino. Si presenta particolarmente irto di problematiche quest’ultimo Saggio, perché si è dovuto confrontare con la mancanza di un canone letterario condiviso e con la poetica ancora in itinere di gran parte degli autori esaminati. Del periodo a cavallo fra i due secoli non c’è ad oggi un saggio complessivo e vari critici parlano di letteratura circostante e di estremo contemporaneo, senza però tentare di fornirne un quadro complessivo.
L’Autore, invece, riallacciandosi al saggio del 2023, esamina i testi degli Anni Ottanta e Novanta, che evidenziavano un distacco e un definitivo esaurimento del Postmoderno, focalizzando, quindi, l’attenzione sulla narrativa degli Anni Zero e sul serrato dibattito in merito alla questione del ritorno alla realtà. Egli analizza le opere più significative del decennio, suddividendole in noir, giallo, cronaca e storia, seguite da quelle a bassa finzionalità, dal saggio narrativo e dal romanzo saggio e, poi, dall’auto-fiction, riservando il necessario spazio, infine, alla narrativa ad alta finzionalità, la più numerosa e più premiata dal successo di vendite. Il medesimo filo conduttore è alla base anche dell’esame inerente alla narrativa degli Anni Dieci e del presente, quando si è sempre più affermata l’ibridazione dei generi letterari. Il libro presenta, infine, due capitoli monografici, che affrontano l’esplosione della produzione femminile e il rapporto fra Internet e letteratura, in quanto aspetti rilevanti del periodo esaminato.
Ne emerge una narrativa plurale, la più complessa e sfuggente da inquadrare rispetto a quella esaminata nei due volumi precedenti, per una serie di aspetti: l’enorme quantità di titoli pubblicati annualmente; la discrepanza fra il successo di vendite della cosiddetta narrativa di consumo e quella giudicata di qualità e l’impossibilità di stabilire un canone da parte della critica tradizionale, accademica e militante. Sullo sfondo di queste difficoltà c’è la presenza via via più determinante dei mass-media, soprattutto di Internet, la cui diffusione capillare ha moltiplicato sia la pubblicazione di testi, sia le recensioni, che ognuno si sente in diritto di scrivere, pur mancando spesso gli strumenti culturali necessari.
Un quadro così articolato rende difficile, per non dire impossibile, trovare un filo conduttore che colleghi le migliaia di libri di narrativa usciti nell’ultimo quarantennio, oltre che dare un nome alla letteratura recente, che trovi concordi gli studiosi, al contrario di quanto avvenuto per quella prodotta dagli Anni Trenta al 1989. Inoltre, in una situazione incerta e ambigua in campo narrativo, attualmente non ci sono “tendenze durevoli”, né affermate personalità in grado di divenire dei “capiscuola”.
Da queste problematiche deriva la struttura de La narrativa plurale. Forme e tendenze al tempo di Internet: dalla fine del Novecento al 2025, che dà conto del dibattito critico del periodo esaminato e delle opere più significative dei vari generi letterari, al cui interno seguono alcune tematiche comuni, fornendo sempre nel contempo una scheda di lettura, completata dagli imprescindibili interventi critici, di circa 225 opere. A fare da cornice a una produzione molto variegata ci sono sempre le proposte narrative degli studiosi più autorevoli, per cui il lettore può farsene un’idea dell’ampio ventaglio e avviarsi a un personale approfondimento. Le opere esaminate disegnano, tuttavia, un percorso: all’iniziale persistenza, a fine Novecento, di forme ancora postmoderne, succede agli inizi del nuovo Millennio la tendenza a guardare al proprio tempo, incrementata negli anni successivi. È il cosiddetto ritorno alla realtà, che, aldilà delle accese discussioni, puntualmente richiamate nel saggio, si realizza soprattutto nella narrativa ad alta finzionalità e nei romanzi storici, ma è presente anche nei testi con taglio saggistico e autobiografico.
Ne è venuto fuori un lavoro in divenire, che, però, si presenta come una guida alla lettura della nostra più recente narrativa, aiutando il lettore a scegliere in modo consapevole.
Grazia Del Duca



