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Mausoleo alle Tremiti per i deportati libici.

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E’ stato inaugurato sabato, nel corso di una manifestazione commemorativa, il mausoleo commemorativo nell’isola di San Nicola, luogo di sepoltura dei cittadini libici morti sull’isola tra il 1911 e il 1912, dopo essere stati costretti ad abbandonare il proprio paese. «Finalmente si getta un ponte tra l’Adriatico e il continente africano. Speriamo così di stemperare eventuali ostilità storiche e nel contempo ci auguriamo che non vi siano mai più conflitti e guerre che tanti danni hanno provocato non ci siano mai più». Sono le prime parole pronunciate dal sindaco delle Diomedee, Giuseppe Calabrese, visibilmente soddisfatto per la buona riuscita di un evento tanto importante e significativo. Era presente, tra gli altri, una folta delegazione libica, con a capo l’ambasciatore libico in Italia, Abdulati Ibrahim Alobidi. La cerimonia, dopo l’iniziale ricostruzione dell’evento storico, si è poi concretizzata in una serie prolungata di momenti di silenzio e di una sommessa preghiera. Mezz’ora dopo il corteo ha lasciato l’Isola di San Nicola. Il sindaco Calabrese ha ricordato come Gheddafi abbia decretato, il 26 ottobre, giorno di lutto per la Libia, per ricordare quello che si verificò nel 1911 quando furono deportate in Italia circa cinque mila persone, 1300 delle quali confinate sulle Isole Tremiti. In poco meno di un anno morirono più di 400 deportati libici a causa di stenti e malattie. Tra i deportati vi erano anche donne e bambini. Ieri a distanza di quasi un secolo quei deportati morti sulle Tremiti sono stati ricordati e commemorati anche da una delegazione libica. «Stiamo valutando ed organizzando la possibilità di inviare a Tripoli una nostra delegazione per la stipula di un gemellaggio. Al momento non so dire quando questo avverrà. Sono stato invitato a Roma dall’ambasciatore libico e in quella circostanza certamente butteremo le basi per realizzare questa idea».


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