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La bolletta brancola nel buio ma si paga lo stesso.

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Si spengano le luci, è arrivata la bolletta. L’italiano medio vuole pure pagare, ma solo dopo aver consumato. Eppure le bollette dell’energia elettrica sono salate anche a luce spenta. Senza contare i rincari: nel 2006, denuncia il Codacons, la bolletta è lievitata del 15,6 per cento, con una maggiore spesa per famiglia pari a 60,5 euro, che vanno ad aggiungersi agli aumenti degli scorsi anni.
Contro gli aumenti delle tariffe, una donna ha deciso di protestare spegnendo per due mesi la luce in casa, d’accordo con il Codacons, per dimostrare che la bolletta si paga ugualmente. L’utente, residente a Roma, non ha utilizzato l’energia elettrica in un’abitazione di sua proprietà nei mesi di settembre ed ottobre. La protesta le è costata rimanere senza luce e pagare comunque 26,14 euro. Il dettaglio della bolletta ricevuta dall’Acea Electrabel, società che gestisce la rete di distribuzione dell’energia elettrica nella Capitale, conferma che la donna non ha consumato niente nei 61 giorni del quinto bimestre. Ad incidere sulla bolletta le “quote fisse”: dalla componente tariffaria relativa ai costi del contatore, per l’installazione, la manutenzione, la rilevazione e registrazione delle misure, agli ulteriori elementi di costo del servizio elettrico e gli oneri sostenuti annualmente dagli utenti per il miglioramento del sistema elettrico. A gravare sui costi anche la componente Cov, che riguarda la commercializzazione del servizio di acquisto e vendita dell’energia elettrica: nel caso della “dissidente” protagonista della singolare protesta, questa componente ha ovviamente inciso meno. La storia della signora che ha spento la luce è ben nota a chi ha una seconda casa al mare e paga tutto l’anno per un’utenza che si riduce a due mesi. Lo stesso accade per i box, i depositi e le case in attesa di essere affittate, servite dalla corrente elettrica ma dove la lampadina, di fatto, si accende al massimo per pochi minuti. L’utente che ha fatto l’esperimento, assistita dal Codacons, chiederà il risarcimento per una spesa ritenuta «assurda e incomprensibile».


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