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Dalla Puglia una inarrestabile fuga di cervelli

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Bisogno di cultura manageriale, innovazione, una Puglia che ha bisogno di pensarsi come sistema territoriale ripensando nel complesso della crescita senza affidarsi alle sirene del momento. E' quanto emerge, in estrema sintesi, dalla indagine demoscopica realizzata da PubblicaReS e presentata stamani nell'ambito della Vi edizione del premio imprenditoria ed innovazione "Antonio Urciuoli" promnosso dall'ateneo barese e da Sail spa (gruppo Granarolo). Dall'indagine è emerso che oggi i pugliesi "altrove" – che studiano o lavorano fuori regioni – sono in prevalenza a scolarità elevata (il 50% possiede una laurea o una specializzazione post-laurea) ed hanno una bassa propensione al "ritorno" (il 20% considera il proprio trasferimento definitivo) e, inoltre, presenta una elevata motivazione lavorativa (il 57% dice di aver lasciato la regione di origine per cercare o per aver trovato lavoro altrove). In sitesi, stando allo studio presentato da Enzo Risso, direttore comuncazione di PubblicaReS, la Puglia sta stretta a chi ha un profilo scolare più elevato, a chi cerca non un lavoro purchessia ma una professione in grado di valorizzare le proprie potenzialità. Dopo il saluto del rettore dell'ateneo barese Corrado Petrocelli, è seguita una tavola rotonda coordinata da Michele Mirabella ed alla quale hanno partecipato l'assessore regionale Gustavo Minervini, il presidente di Confindustria Puglia Gianni Mongelli, Giandomenico Amendola dordinario di sociologia urbana all'Università di Firenze e il presidenti di Sail spa Paolo Migliori. Al termine è stato conferito il premio alla neolaureata in Economia, Francesca Bellomo, per una tesi sulla Cina e il sistema Italia, mentre due menzioni speciali sono andate ad Anna Lo Re per una tesi sul rapporto tra Pmi e credito nel Mezzogiorno e ad Antonio Siciliani per una sul business game.


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