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Concluso a Vieste il progetto “assaporando la lettura con Willy Wonka”

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Willy Wonka, questo strambo personaggio catturato da uno dei più esilaranti libri per bambini di Robal Dahl, "La fabbrica di cioccolato", è stato invitato nelle classi di scuola materna ed elementare di Vieste e in due scuole private di Foggia, a raccontare delle storie facendole assaporare come una deliziosa barretta di cioccolato. I bambini erano entusiasti ed hanno davvero gustato la lettura ed il racconto con occhi sgranati, a dispetto delle solite considerazioni, tutte vere tra l'altro, che si legge molto poco.

In realtà l'errore che spesso facciamo è quello di considerare la lettura come un dogma: "Devi leggere" o "E' importantissimo leggere", e non, come invece dovrebbe essere, un viaggio suggestivo e avventuroso nel magico mondo dei libri.

Dopo ogni racconto seguiva il laboratorio artistico dove i bambini, sui muri accuratamente rivestiti di carta bianca, raccontavano per immagini ciò che li aveva più colpiti della storia. In tal senso l'esperienza ludica del laboratorio ha rappresentato una piccola finestra aperta sul grande mondo delle capacità creative dei bambini.

Pedagogicamente per creatività s'intende la capacità dell'individuo di dare più risposte ad uno stesso problema, attività questa nella quale i bambini sanno dare il massimo e non smettono mai di stupirci.

Non solo scarabocchi, quindi, ma un vero e proprio linguaggio importante quanto, ed alle volte più, di quello verbale.

Ancora oggi spesso si sottovaluta l'importanza dell'espressione grafico-pittorica del bambino, in quanto la maggior parte degli adulti non è capace di decodificarlo e quindi di capire ciò che il bambino ci comunica con segni apparentemente incomprensibili.

Nel contesto di quest'esperienza i bambini hanno inventato e reinterpretato gli stimoli contenuti nelle storie raccontate, diventando essi stessi protagonisti dell'esperienza, in un costruttivo processo di auto identificazione.

E' sempre più evidente quanto dannosa sia la televisione che, relegando il bambino ad un ruolo passivo ed inattivo, impedisce un sereno ed equilibrato sviluppo di tipo emotivo-relazionale. L'uomo ha in se molte potenzialità espressive: da quelle gestuali a quelle verbali e di tipo artistico. Sarebbe auspicabile che ai bambini venisse concesso di esplorarle tutte, nell'intento di stimolare la formazione della piena consapevolezza di se stessi.

Questa piccola performance tanto apprezzata dai bambini, è stata resa possibile grazie alla grande disponibilità del corpo insegnanti, al quale va un grande apprezzamento per l'atteggiamento di collaborazione, segno inequivocabile di apertura, che è alla base per la costruzione di una scuola in continua evoluzione, al passo con i cambiamenti e pronta a nuove esperienze.

Non possiamo, infine, non ringraziare il personale non docente, che molto simpaticamente ha aiutato nei lavori pratici (allestimento, ecc.) ed ai quali è toccato ripulire i "pasticiacci" di colore a fine giornata. Ma ne è valsa la pena.

Stefania Maggiullo, Savina Di Santi


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