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Chiusura da record per il Carpino Folk Festival

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11 Agosto 2007: Il cielo di Carpino testimone questa notte di un altro spettacolare concerto dei suoi Cantori e del grande maestro di musica Angelo Branduardi, che permettono di stabilire sia il record delle presenze serali che quello dell’intera rassegna.

Il cielo di Carpino è stato testimone questa notte di un altro spettacolare concerto dei suoi Cantori che hanno fatto seguito all’esibizione di un grande maestro di musica che porta il nome di Angelo Branduardi. Si è concluso così questa lungo percorso musicale della XII edizione del Carpino Folk Festival 2007 che ha visto esibirsi molti artisti del panorama della musica popolare italiana e non solo. Dal Libano a Cuba, dalle Alpi alla Sicilia, dalla fedeltà alla tradizione alle più spinte scommesse di contaminazione, gli ospiti di questa XII edizione hanno, nel complesso – e ciascuno a suo modo, degnamente onorato il più longevo festival italiano di musica popolare. L’ultratrentennale esperienza musicale del ‘menestrello’ e la plurisecolare tradizione popolare carpinese sono state un vero e proprio omaggio, al contempo colto e popolare, alla Musica. Se Branduardi deve molto alla musica medievale, di cui è stato attento rielaboratore, la tradizione musicale carpinese non è molto più giovane ed ha attraversato i secoli magnificamente conservandosi in un’isola geo-culturale come quella del promontorio del Gargano. Stamani, alla domanda se provasse emozione per la chiusura del Festival, Antonio Piccininno ha risposto con semplicità che non era per niente emozionato (ormai abituato ai concerti, in particolar modo se nella sua Carpino) e, con la sua composta e disarmante semplicità, mi ha signorilmente manifestato solo un po’ di preoccupazione per la sua voce poiché queste serate continue e la temperatura altalenante di questi ultimi giorni stanno mettendo a dura prova le sue corde vocali. Tutto sommato però il suo animo era tranquillo e, dopo pranzo, per poter meglio affrontare un’altra notte da protagonista, avrebbe dormito un po’ cercando così di recuperare il sonno perso in queste frenetiche giornate estive. La medesima apprensione manifestava Antonio Maccarone poche ore prima dell’inizio del concerto, lamentando soltanto un po’ di raucedine che forse avrebbe tentato di smaltire al bar immediatamente prima di cantare. Tuttavia era anch’egli tranquillo e aspettava sereno la chiusura del Festival. Attori anch’essi invece, sia pur con ruoli diversi, i giovani del gruppo dei Cantori di Carpino, i quali hanno degnamente onorato questa serata finale. Qualche giorno fa, Giuseppe di Mauro e Nicola Gentile, impegnati in un  recupero del modo di suonare e delle sonorità tradizionali della tarantella carpinese, mi spiegavano: “Il secondo nostro lavoro, Alla carpinese, è il primo passo verso un ritorno alla semplicità, un passo indietro rispetto al primo cd, quello con Bennato, pieno di arrangiamenti estranei alla nostra tradizione musicale. Stiamo ora lavorando ad un nuovo disco attraverso il quale vorremmo dimostrare al panorama della musica popolare italiana che si può fare ancora di meglio e che più si torna indietro, più si va avanti”. Queste parole, nemmeno a farlo apposta, suonano così simili a quelle di Branduardi di qualche tempo fa a proposito delle sue fonti musicali ispiratrici:  "…che un passo indietro sia il primo di cento passi avanti. Il nostro passato sarà, cosi, il nostro futuro”. Grazie dunque agli organizzatori dell’evento e a tutto lo staff dell’omonima Associazione Culturale per averci regalato una pioggia (quest’anno per fortuna e finalmente solo metaforica) di emozioni, di colori e di suoni che porteremo nei nostri cuori nella speranza che l’anno prossimo potremo ritrovarci tutti ancora qui ad assistere e godere del miracolo poetico dell’eterna tarantella carpinese. Spesso ci si è chiesti, da più parti e in più momenti, quale sia il segreto della longevità inossidabile di questa poesia sonora: credo che, al di là di concettose spiegazioni, il segreto risieda nella semplice ‘leggerezza dell’animo’ di chi scrive, suona e canta la tarantella carpinese, consapevoli della durezza della vita e proprio per questo desiderosi di viverla fino in fondo…

 

Carpino Folk Festival 2007, XII edizione, ore 01.30: è finita! All’anno venturo!

 

Amedeo Trezza

Ufficio Stampa Carpino Folk Festival


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