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Prezzi, una stangata da 1.100 euro a famiglia nell’ultimo anno

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A fare i conti in tasca agli italiani sono le associazioni dei consumatori che hanno organizzato per il prossimo 13 settembre 2007 lo «sciopero della pastasciutta». La spesa per l’acqua è aumentata in un anno del 14,7%, seguita dall’11,9% di scuola e istruzione. Ma è il 7,4% di aumento dei consumi alimentari a pesare di più.

Acqua, scuola e cibo guidano la classifica dei rincari che in 12 mesi hanno portato la spesa delle famiglie di aumentare in media da 1.098 euro, passando dai 28.722 euro dello scorso dicembre ai 29.820 euro di quest’anno. Così, una famiglia per vivere deve spendere ogni mese la bellezza di 2.483 euro. A fare i conti in tasca agli italiani sono le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori che hanno organizzato per il prossimo 13 settembre 2007 lo «sciopero della pastasciutta» in coincidenza con il settimo sciopero della spesa. La spesa per l’acqua è aumentata in un anno del 14,7%, seguita dall’11,9% di scuola e istruzione. Ma, in termini assoluti, è il 7,4% di aumento dei consumi alimentari a pesare di più sul portafoglio: un aumento stimabile in 414 euro nell’arco di un anno. L'indagine, che rileva aumenti anche per la luce, il gas e i servizi bancari, evidenzia anche una piccola diminuzione nei prezzi della bolletta telefonica (-5%) e della sanità (-3,7%). «Nonostante il decreto Bersani sulle liberalizzazioni – affermano le quattro sigle dei consumatori – l'assenza di una corretta concorrenza riverbera i suoi effetti sul carovita, che nonostante l’Istat, continua ad erodere i redditi delle famiglie con una prevedibile stangata di 1.098 euro in 12 mesi, con rincari consistenti in tanti settori, dalle banche alle assicurazioni, con tariffe che aumentano invece di diminuire di almeno 100 euro a polizza. Questo con la sola eccezione di una lievissima riduzioni in due capitoli di spesa,come le tariffe telefoniche,con una impercettibile diminuzione,su base annua,di 20 euro,e sanità e salute di 38 euro,per effetto della riduzione dei prezzi dei medicinali». La palma dei rincari – secondo i calcoli delle associazioni – spetta ai servizi idrici (+14,7%), con un incremento di 20 euro l’anno, che porta i costi a 140 euro l’anno. Ma l’aumento più elevato per consistenza,riguarderà i consumi alimentari: i 414 euro di maggiori spese sono dovute «ad una lunga filiera speculativa – affermano i consumatori – che comporterà una spesa media annua di oltre 6.000 euro a famiglia». Salgono anche il costo dell’elettricità (+7,1%) con 25 euro di aumenti sulla bolletta della luce che passa da 348 a 373 euro l’anno e il prezzo del gas (+4,8%),con 25 e 40 euro, dopo una lunga tregua senza variazioni. Ma anche fuori di casa gli aumenti si fanno sentire. È il caso della benzina che ha un impatto deciso (+3,3%) sulla spesa per trasporti che passa a 4.504 euro da 4.360, in pratica 144 euro l’anno in più a famiglia. Non si salvano dai rincari nemmeno alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,4%), con 65 euro in più, portando la spesa annua da 1.480 a 1.545 euro. Lievitano anche i prezzi di bevande e tabacchi (+2,5%), con un rialzo di 18 euro l’anno; mobili e servizi per la casa (+3,2%), in crescita di 53 euro; abbigliamento e calzature (+3,9%) con maggiori costi per 63 euro. Più contenuta la crescita della spesa di ricreazione, spettacolo e tempo libero: sale dell’1,5% e vale 20 euro in più prese dal portafoglio. Le uniche diminuzioni si registrano nel capitolo «spese telefoniche», con una diminuzione del 5% per cento su base annua, che si traduce in un risparmio di 20 euro e con le bollette che passano a 384 euro l’anno da 404. Scendono anche gli esborsi per sanità e salute, che diminuiscono del 3,7 per cento,portando un sollievo di 38 euro sui bilanci famigliari, con la relativa spesa che passa da 1.020 a 982 euro. I maggiori rincari – affermano le associazioni – si profileranno proprio a settembre con «ulteriori stangate quantificate in oltre 600 euro a famiglia».
Proprio per questo viene ricordato lo sciopero proclamato per il 13 settembre 2007 «indetto per denunciare una odiosa speculazione da filiera, che fa lievitare i prezzi dai campi alla tavola con ricarichi anche superiori al 900% e per mettere anche il lavoro degli agricoltori e del made in Italy al centro dell'attenzione». L'appello viene lanciato alle forze politiche «più illuminate per un’inversione di tendenza che sia in grado di rilanciare l’economia ed i consumi,far respirare i massacrati bilanci famigliari, che risentono ancora degli omessi controlli da «changeover», che hanno permesso di sfilare dalle tasche dei consumatori ben 70 miliardi di euro, utilizzati anche per una speculazione immobiliare che ha fatto raddoppiare, in pochi anni, prezzi delle case e mercato degli affitti.


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