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DI CARLO E GIUFFREDA: CON IL PD A VIESTE SUPERATE LE DIVISIONI A SINISTRA

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1435 partecipanti al processo costituente del PD. Un evento di straordinaria importanza. L’effetto dell’antipolitica si è tramutato in richiesta di politica e di partecipazione dal basso.Vedere ragazzi, adulti, persone anziane (hanno votato anche
ultraottantenni) attendere pazientemente, in alcuni momenti anche per
oltre mezz’ora, il proprio turno per votare dimostra che la voglia di
partecipazione, di essere, protagonisti, di incidere nelle scelte non è
affatto sopita.

Questa volta non si è votato contro, come nel caso di due anni fa quando
le primarie costituirono l’occasione per dare una risposta a Berlusconi,
ma si è votato per costruire qualcosa di nuovo. Per questo l’affluenza
di domenica scorsa rappresenta un risultato straordinario.

Per la prima volta un partito politico non nasce dalla scissione di uno
già presente ma dalla fusione di due grandi partiti a cui si sommano
esperienze provenienti dall’associazionismo e singole personalità.
Costruiamo, quindi, non un partito di ex Ds e Margherita, ma un partito
nuovo che si arricchisce dalla contaminazione di esperienze
complementari e non alternative.

Nella nostra realtà l’affluenza alle urne dimostra che sono ormai
superate le divisioni nelle anime storiche del centrosinistra e che la
nostra gente ha accolto con entusiasmo il segnale di unità che viene
dalla nascita del PD.

Dopo la sconfitta elettorale delle ultime amministrative, questo
risultato è la migliore iniezione di fiducia per tutto il centrosinistra
viestano e, allo stesso tempo, una grande responsabilità per il PD.

Da qui si deve ripartire, con rinnovato entusiasmo, per riunire il
centrosinistra viestano intorno ad un progetto di governo per la città.
A Vieste può cominciare un’altra storia.

Per questo abbiamo bisogno di lanciare segnali concreti sia sul piano
istituzionale che politico.

Il PD è ormai una realtà a cui bisogna dare visibilità istituzionale,
non è più rinviabile, pertanto, la costituzione del gruppo consiliare
del PD. Sei consiglieri su sette, dei gruppi di minoranza, hanno
partecipato attivamente alla costituente del PD, sono già un gruppo
omogeneo.

Sul piano politico è necessario non disperdere quel patrimonio di donne,
uomini, ragazze e ragazzi che in occasione delle primarie hanno dato un
notevole contributo al successo delle primarie.

Bisogna sperimentare nuovi metodi di partecipazione per consentire a
questi soggetti di recitare un ruolo da protagonista nel partito che
stiamo costruendo, per questo è necessario, a nostro parere, non
disperdere l’esperienza del comitato promotore per il PD ed allargare la
partecipazione a tutti i soggetti impegnati nel sostegno ai diversi
candidati alla segreteria nazionale e regionale del partito per
mantenere vivo lo spirito delle primarie.

Michele Di Carlo Antonio Giuffreda


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