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STROKE UNIT SOLO SULLA CARTA, PER I MEDICI LA COLPA E’ DI TEDESCO

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Sulla carta ci sono, nei fatti, però, delle stroke unit, le unità salvavita indispensabili nei casi di ictus cerebrale, in Puglia non c'è ancora traccia. Eppure la legge regionale esiste, la 26 del 9 agosto 2006, che più di un anno fa autorizzava la loro attivazione negli ospedali dotati di un reparto di neurologia. Invece, secondo i medici, è tutto fermo nonostante gli incontri, le riunioni e le promesse dell'assessore alla sanità, Alberto Tedesco. Le stroke unit sono unità che consentono la diagnosi e l'intervento, la trombolisi, su pazienti colpiti da ictus cerebrale attraverso via endovenosa o endoarteriosa da eseguire entro otto ore. Interventi urgenti e tempestivi, insomma, e invece a Casarano la strumentazione e sei posti letto sono pronti, ma secondo il commissario straordinario, Rodolfo Rollo, manca l'accreditamento regionale, mentre a Lecce l'allestimento partirà (forse) entro la fine dell'anno. Non va meglio a Foggia dove i problemi da risolvere sono addirittura tre: spazi che mancano, ristrutturazione dell'ospedale e rafforzamento della pianta organica. A Taranto la situazione è persino peggiorata, visto che quest'anno non si è eseguita nemmeno una trombolisi, e non va certo meglio a Bari dove al Policlinico, in tutto il 2007, gli interventi sono stati soltanto due e la stroke unit è ancora un sogno. Un immobilismo assoluto, insomma, condiviso da tutti i medici, nonostante i pugliesi colpiti da ictus ischemico, ogni anno, siano 4 ogni mille. Tanti problemi, insomma, che per i medici hanno un solo responsabile: l'assessore Alberto Tedesco.


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