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Stato di agitazione del servizio al poliambulatorio “Papa Giovanni Paolo II” di San Giovanni

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I lavoratori della “team service” protestano per i turni “fuori legge” e massacranti – l’intervento di Vincenzo Leonardi della Cisl. Caos anche al settore mensa, dove il gruppo pellegrini, appena subentrato, potrebbe non rinnovare i contratti ai dipendenti della vecchia azienda

E’ ormai rottura tra i dipendenti e la dirigenza della “Team Service”, azienda con sede legale a Roma, ma con sede operativa a Bari, che da alcuni anni si occupa delle pulizie presso il Poliambulatorio “Papa Giovanni Paolo II” di San Giovanni Rotondo. A protestare, comunicando lo stato di agitazione, sono 28 lavoratori sui 33 effettivamente in pianta organica, che si lamentano di turni massacranti e pare fuori legge. A parlare è Vincenzo Leonardi, rappresentante sindacale aziendale della Fisascat – Cisl, organizzazione di base che si occupa prevalentemente di dipendenti privati in sedi pubbliche. Leopardi parla a “L’Attacco” dell’attivazione della “procedura di raffreddamento e conciliazione” nei confronti della “Team Service”, messa in atto ai sensi delle Leggi 140/90 e 83/2000, e comunicata lo scorso 10 ottobre, con missiva controfirmata dalla Uil Trasporti e dalla Fialt, al Prefetto di Foggia Sandro Calvosa, al direttore dell’azienda e per conoscenza alla direzione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, titolare della struttura poliambulatoriale. La denuncia dei dipendenti dell’azienda capitolina, ribadita con ennesima missiva il 16 ottobre 2006, è dettagliata e mette in discussione la nuova turnazione entrata in vigore, senza l’accordo delle rappresentanze sindacali aziendali, dal 16 ottobre 2007. Ogni dipendente è costretto a lavorare full-time dalle ore 7.00 alle ore 10.00 del mattino e dalle ore 18.00 alle ore 22.00 della sera per far fronte alle presunte carenze economiche di cassa e all’assenza di 5 lavoratori, di cui 4 in maternità e 1 in malattia perenne. L’azienda, riferisce Leonardi, preferirebbe non sostituire questi dipendenti come previsto dalla legge e lasciarli in carico alla previdenza sociale per risparmiare ed economizzare il lavoro. Ma questo atteggiamento sarebbe lesivo della dignità dei dipendenti e contro legge (28 lavoratori non possono fare il lavoro di 33 unità). La “Team Service”, dal canto suo, con due missive indirizzate alle organizzazioni sindacali sopra indicate, al Prefetto Calvosa, alla Direzione Provinciale del Lavoro e dal direttore sanitario della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza Luigi Pacilli, ha contestato lo stato di agitazione rimandando al mittente ogni addebito, diffidando i lavoratori e dicendosi “incredula” di fronte all’accaduto. “Turni così disposti risultano massacranti per tutti i lavoratori – aggiunge Leonardi – e soprattutto sono fuori legge perché non garantiscono le 11 ore di intervallo e le 8 ore di riposo tra un turno e l’altro. Tutto doveva rimanere bloccato, finché non si era raggiunta una intesa tra noi e l’azienda, ma la Team Service non ha accettato alcun confronto e dal 16 ottobre 2007 ha applicato le nuove turnazioni, infischiandosene anche della domiciliazione di molti dipendenti, che abitano fuori da San Giovanni Rotondo. Per questo chiediamo la sostituzione dei cinque dipendenti in maternità e in malattia e il ripristino della vecchia turnazione”. Ma non è tutto. All’Attacco vengono riferite altre “questioni”: le attrezzature a disposizione dei lavoratori sarebbero carenti o usurate da tempo, i detersivi e i diluenti scarseggerebbero, mentre quasi sempre si laverebbero vetri e pavimenti con la sola acqua di rubinetto, pura, limpida ma scarsamente igienizzante… e per un Poliambulatorio di tale fattura non è assolutamente più accettabile. Ovvio che quanto riferito dai lavoratori della “Team Service” va dimostrato e documentato, ma è pur vero che se problemi economici ci sono è bene che l’azienda li metta in mostra e pattuisca con la Fondazione i necessari aumenti per venir fuori dalla delicata vicenda. “Noi ce la mettiamo tutta per offrire un servizio superiore alle effettive potenzialità della strumentazione in uso – conclude Leonardi – ma è pur vero che prima o poi qualcuno dovrà intervenire per mettere fine a questa incredibile situazione, che va a discapito dei lavoratori e dei frequentatori del Poliambulatorio”. In conclusione, prevista maretta anche nell’area mensa dell’Ospedale di Padre Pio, dove da qualche settimana si sarebbe aggiudicato l’appalto il Gruppo Pellegrini. In cucina saranno riconfermati i dipendenti attuali? Lo sapremo solo nei prossimi giorni. Nelle due vicende potrebbero essere chiamati presto a rispondere il direttore generale di Casa Sollievo, Massimo Bufacchi, e il presidente della Fondazione, Mons. Domenico D’Ambrosio, che potrebbero essere ascoltati dal Prefetto Sandro Calvosa.

 

Angelo Del Vecchio


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