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La “solita” imprenditoria

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Caro direttore, abbiamo seguito la diatriba fra alcuni operatori turistici di San Giovanni Rotondo ed il Cotup, il Consorzio regionale di categoria, sul pernottamento dei buyers arrivati sul Gargano per la Fiera “Aurea”. Entrambi hanno ragione.

I primi, perché logica vuole che si pernotti lì dove si svolge l’evento. Dall’altra parte il Cotup, o più precisamente la struttura organizzatrice Spazio Eventi, avendo un budget di spesa da rispettare, ha prenotato lì dove (a Manfredonia) è stata fatta la proposta economica più favorevole per il soggiorno degli ospiti. Troppo semplice ma è la realtà dei fatti. Ora come se ne esce?

La questione che emerge da questa vicenda è il classico esempio di una certa classe imprenditoriale, meridionale in generale e garganica in particolare, col braccino sempre corto quando si tratta di mettere mano alla tasca perché tutto deve essere risolto (economicamente e non solo) dagli altri, sia esso Regione, Stato, ecc.

In varie occasioni, fra interviste, dibattiti, confronti, ad OndaRadio, l’emittente radiofonica che dirigo, ci siamo spesso dovuti barcamenare con quello che è uno dei punti cruciali per l’imprenditoria turistica nostrana: l’assurdità di non saper stare assieme, soprattutto per fare sistema.

Che senso avrebbe avuto spalmare quei 90 ospiti su vari alberghi a San Giovanni Rotondo? Ma soprattutto perché non sono stati quegli stessi albergatori ad offrirsi per l’ospitalità contribuendo così all’iniziativa? Sarebbe stata una logica attività imprenditoriale di investimento.

Lungi da noi comunque il voler polemizzare con gli operatori turistici e giustificare nel caso, il Cotup e Spazio Eventi. La questione non è chi abbia ragione o meno. Resta però un dato di fatto: del fare sistema se ne parla e scrive tanto (talora anche a sproposito) però nel concreto tutti se ne tengono ben distanti. Qualunque cosa si voglia organizzare, sia essa una fiera, un evento, un concerto o, come nel caso di Vieste, i bus navetta per alleviare il traffico lungo la costa, tutto è demandato all’Ente locale, in quel caso il privato imprenditore si nasconde, facendo passare l’immagine di chi voglia solo avere e mai dare.

Altro vezzo, in stretta analogia con quello, è l’attitudine di molti titolari di strutture ricettive, soprattutto se il turismo non è la loro prima e vera attività, di non investire e programmare in promozione per la propria azienda ma di andare al traino di altri, più o meno grandi che siano, che cercano di aprire nuovi mercati o di mirare meglio su certi target di clientela. Questi “attendisti”, spesso meno attenti alla qualità ed alla cura del cliente, sempre defilati dall’assumersi impegni, attuano un classico metodo saprofita di approfittare di quanto fatto dagli altri che a loro rischio, perché il turismo è la loro attività primaria, sono costretti a darsi da fare senza aspettare aiuti esterni. Della serie “Vai avanti tu che poi si vede…”. Troppo facile così!!

Non è forse arrivato perciò il momento di chiamare all’appello tutti coloro che vogliono fare seriamente gli imprenditori turistici perché inizino a “fare insieme” spronati in questo dalle Istituzioni locali che devono cambiare impostazione metodologica. Nell’attuare le iniziative, i Comuni ad esempio, dovranno premiare, dando visibilità e migliori opportunità promozionali, solo a quelle aziende ed ai relativi imprenditori che sostengono l’Ente locale nelle varie iniziative. Questa filosofia del “privato” le Amministrazioni pubbliche devono imparare a sposare: dare fiducia a chi fa altrettanto, investendo ognuno per le proprie competenze ma in sinergia. Un esempio recente a tal proposito lo si riscontra (per taluni aspetti) sulla vicenda dell’aeroporto. Siamo sicuri che sappiano fare i “pacchetti turistici”? Aspetto, tra l’altro, sempre evitato con maestria nelle discussioni e conseguenti rivendicazioni.

Su quest’inversione di tendenza, dello “stare e fare assieme”, pubblico e privato, evitando elucubrazioni futili sul “fare sistema”, stando invece con i piedi per terra, OndaRadio si sta impegnando per quelle che sono le peculiarità di uno strumento di comunicazione. E per questo speriamo che con voi dell’”Attacco” si possa portare avanti questa riconversione, auspicando che proprio chi opera nella comunicazione dia l’esempio concreto di “fare insieme”. Anche perché il turismo è troppo importante per lasciarlo (solo) nelle mani degli operatori turistici.

 

ninì delli Santi

l’Attacco


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