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Vieste: la paura dei cittadini “inventa” la rapina all’edicola Di Mauro

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Ormai è psicosi: la voce è impazzata semplicemente perchè il titolare dell'edicola stava chiacchierando con i componenti della pattuglia dei Carabinieri

 

Venti e trenta di un sonnecchiante venerdì sera, tutti i negozi chiusi, poca gente in giro. "Sembrava ci fosse il coprifuoco" ci ha confidato una signora. La pattuglia dei Carabinieri si ferma dinanzi all'edicola Di Mauro per scambiare due chiacchiere. L'unione di questi particolari, aggiunta al terrore che si vive in paese da qualche mese, hanno creato la falsa notizia della rapina alla suddetta edicola.

Questo episodio è sintomatico della situazione pesante che si vive da oltre due mesi a Vieste, da quando sono pressocchè quotidiani gli atti criminosi che colpiscono ogni categorie di residenti: furti di auto e in appartamenti di semplici cittadini, rapine e furti in attività commerciali oltre ai gravi attacchi alle più importanti istituzioni presenti in città con gli incendi delle auto di un carabiniere e del sindaco di Vieste.

Paradossalmente, tutto questo avviene nonostante la presenza delle caserme delle principali forze dell'ordine: Vigili Urbani, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Capitaneria di Porto ma, per ognuno di loro ci sono valide motivazioni (per fare alcuni esempi, la Polizia Stradale deve pattugliare il territorio compreso tra Poggio Imperiale e San Giovanni Rotondo, i pochi Carabinieri rimasti hanno l'incombenza dei controlli costanti dei detenuti agli arresti domiciliari) che li portano a non garantire accuratamente sull'incolumità della popolazione.

A questi si aggiunga l'omertà di quei cittadini che, a conoscenza dei fatti, preferiscono alimentare pettegolezzi di paese piuttosto che collaborare con le forze dell'ordine.


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