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Caro-prezzi: Cia Puglia si schiera con i consumatori

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La Cia Puglia scende in campo al fianco degli agricoltori e dei consumatori finali dei prodotti agricoli, oggi più che mai vittima degli incalcolabili rincari che un prodotto subisce dalla produzione sino alla vendita al dettaglio.“Il caro prezzi, giunto anche all’attenzione della Magistratura – spiega il presidente regionale della Cia Antonio Barile -, sta caratterizzando i generi di prima necessità ed i prodotti agricoli pugliesi. E a farne le spese oltre ai consumatori finali sono anche e soprattutto gli agricoltori costretti a vendere, il più delle volte, a prezzi uguali se non inferiori a quelli di qualche decennio fa. La Cia Puglia nei mesi scorsi con una petizione presentata al Parlamento ha raccolto centinaia di migliaia di firme ed ha proposto una legge, che imponga l’indicazione  del doppio prezzo sugli scaffali, quello all’origine e quello alla vendita”. “Molti dati – diffusi tra l’altro nel corso della tradizionale conferenza stampa della Cia Puglia di inizio anno – parlano chiaro. – evidenzia il presidente della Cia Puglia Antonio Barile – Il latte, ad esempio, che costa al produttore 46 centesimi di euro arriva sugli scaffali a 1,70 €, con un rincaro di oltre un euro e venti al litro. Stesso discorso per il grano duro il cui prezzo è sì aumentato rispetto allo scorso anno, ma comunque con margini sotto  la media: nel 1984, infatti, un quintale di grano duro veniva l’equivalente in lire di 29 euro; oggi per recuperare quel prezzo con l’inflazione gli agricoltori dovrebbero venderlo a 56 euro al quintale mentre è ancora attestato intorno ai 50 euro. Per non parlare, poi, dell’olio di oliva che nel 1990 costava all’ingrosso un milione di lire al quintale (più di 500 euro), mentre oggi viaggia intorno ai 320 euro al quintale, con una riduzione, quindi, di oltre 180 euro. Insomma una situazione davvero allarmante con prezzi che si quadruplicano nel tragitto tra la campagna ed il venditore a danno dei consumatori finali.
“E’ ora, dunque, di verificare quello che avviene realmente nella filiera per mettere fine alle speculazioni e per riconoscere i costi effettivi sostenuti all’origine dagli agricoltori. Costi che non vengono riconosciuti. Nel mezzo c’è una grossa speculazione che va arginata, con la grande distribuzione che, alla fine, decide l’andamento del mercato. Di fronte a questa situazione la Cia Puglia è impegnata a realizzare una serie di progetti per vendita diretta  per abbattere le distanze tra la campagna e la città, tra gli agricoltori ed i consumatori finali.”


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