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MATTEOLI ACCUSA PECORARO SCANIO…

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Matteoli e Pecoraro Scanio si rinfacciano i commissariamenti dei parchiLe elezioni scaldano il clima anche nei parchi nazionali e i due ultimi ministri dell’ambiente, Altero Matteoli ed Alfonso Pecoraro Scanio, si lanciano reciproche accuse dai giornali.

Matteoli, noto per aver commissariato con uomini di An e del centro-destra praticamente tutte le aree protette con presidenti decaduti o in scadenza, accusa oggi Pecoraro Scanio (che decretò finita l’era dei commissariamenti appena insediato) di aver fatto un colpo di mano nei parchi nazionali della Sila e del Gargano.

«Dopo una verifica durata alcuni mesi e previo parere favorevole della regione Puglia e della regione Calabria – spiega una nota del ministero – il ministro dell´Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha commissariato il Parco nazionale del Gargano e il Parco nazionale della Sila. Dai riscontri fatti, sono emerse infatti una serie di criticità amministrative e gestionali».

Nella Sila, dove la scelta sembra “meno politica” e più legata a fatti locali contingenti, come ci ha confermato anche Antonio Nicoletti, responsabile di Legambiente per le aree protette, è stato nominato commissario una figura fortemente istituzionale che ha già svolto questo ruolo temporaneo in diversi parchi: il direttore generale protezione della natura del ministero Ambiente Aldo Cosentino.

Sulla questione interviene anche la capogruppo dei Verdi in commissione ambiente della Camera, Grazia Francescato: «Quella di Matteoli e’ una polemica sul nulla. Aldo Cosentino, nominato Commissario del Parco della Sila è Direttore Generale Protezione della Natura del ministero dell´Ambiente ed è al dicastero da circa dieci anni: dunque, di ministri ne ha visti tanti, Matteoli compreso. Il neo commissario del Parco Nazionale del Gargano, Ciro Pignatelli,è un esperto del ministero dell´Ambiente che da molto tempo lavora su questi temi, fin da quando ministro era Edo Ronchi. Dunque, piuttosto che fare polemiche sul nulla dovremmo tutti impegnarci a mantenere in salute i nostri parchi, proprio come ha fatto e sta facendo il ministro Pecoraro Scanio».

Più difficile da mandare giù politicamente sembra la situazione del parco nazionale del Gargano, dove Pecoraro Scanio ha estromesso dalla presidenza proprio un uomo di Alleanza Nazionale: Giacomo Diego Gatta. «Il commissario del Parco nazionale del Gargano, su proposta della competente direzione è Ciro Pignatelli – spiega la nota del ministero dell’ambiente – funzionario dirigente del ministero presso la direzione

protezione della natura. Pignatelli, pugliese ed esperto di aree protette, conosce bene sia le aree del Parco che le problematiche di quel territorio».

Pignatelli è stato evidentemente subito da Matteoli come una nomina tutta politica, visto che fino ad oggi era capo della segreteria del sottosegretario Gianni Piatti e che in precedenza aveva avuto incarichi di rilievi anche nella segreteria del ministro dell’ambiente Edo Ronchi.

Le voci di un “repulisti” nel parco del Gargano, con la nomina a commissario di un verde doc, circolavano da tempo e Gatta aveva già fatto sapere che non se ne starà a guardare e che metterà in moto tutte le azioni civili e legali per difendere la sua poltrona, l’appoggio e il fuoco amico di Matteoli sono certamente un segnale forte.

Matteoli aveva già lanciato l’allarme nei giorni scorsi: «Si stanno succedendo in vari ministeri nomine di alti dirigenti e si vocifera che il governo Prodi sia in procinto di vararne altre nei prossimi giorni. E´ di tutta evidenza che si tratta di un´attività inopportuna e vergognosa sul piano politico e, per certi versi, anche illegittima da parte di un governo sfiduciato dalle Camere dopo appena 18 mesi di legislatura ed in carica solo per gli affari correnti». Chiedendo anche l’itervento del Presidente della Repubblica «per fermare decisioni inaccettabili, a garanzia della trasparenza amministrativa, dell´opportunità politica rispetto a scelte che competono ad un esecutivo legittimato dal voto popolare e del pieno rispetto delle norme di legge e della Costituzione».

Pecoraro Scanio specifica che «entrambi i commissari hanno avuto da parte del ministro indicazioni di procedere con la massima rapidità al fine di risolvere i problemi riscontrati nei due parchi e consentire quindi la nomina, da parte del prossimo esecutivo, degli organi direttivi nel più breve tempo possibile».

Poi c’è una risposta diretta alle accuse rivolte da Matteoli di voler lottizzare i parchi attraverso i commissariamenti: «Durante i 20 mesi del suo mandato, Alfonso Pecoraro Scanio, ha risolto positivamente i commissariamenti ereditati dal precedente governo e relativi ai parchi nazionali dell´Appennino Tosco Emiliano, Foreste Casentinesi, Monti Sibillini, Arcipelago Toscano, Circeo e Aspromonte. Ha risolto anche i Commissariamenti dei Parchi nazionali del Vesuvio e del Cilento».


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