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Le molestie nell’era degli sms

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Tempi duri per i bohemienne del terzo millennio, per tutti gli innamorati rifiutati che non vogliono mollare la "loro preda". Costanti, perseveranti, insistenti e asfissianti, fate attenzione, però, corteggiatori respinti di tutta la Capitanata, perchè da oggi si può rischiare una condanna per il reato di " molestia o disturbo alle persone".Originale, infatti, è la sentenza del Tribunale di Lucera che nei giorni scorsi ha condannato un impavido innamorato del posto ad una pena pecuniaria di 300 euro per aver inviato ad una sua concittadina, oggetto di tormenti sentimentali, una quantità spropositata di messaggini telefonici. Per il Tribunale monocratico del centro federiciano, i cosiddetti S.M.S., che hanno mandato in pensione le vecchie lettere d'amore, "sono in grado di arrecare disturbo, interferendo nella sfera privata del soggetto destinatario creando un turbamento della sua quiete e tranquillità psichica, poichè chi li riceve è costretto ad aprirli quindi leggerli prima di poterne individuare il mittente". Il Giudice di Lucera nella sua sentenza afferma, poi, che non importa se gli SMS non contengano frasi e contenuti offensivi o minacciosi per il destinatario . E' sufficiente che essi siano petulanti ed inviati per motivi non degni di interesse per la persona che li riceve. Bene spasimanti indomiti, a questo punto vi suggeriamo, allora, di impugnare la penna, di procurarvi carta da lettera e di ritornare al vecchio e intramontabile metodo delle "epistole amorose", che, se non gradite, possono sempre essere cestinate.


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