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La Marcegaglia e le imprese foggiane oggi a confronto

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Ma a Vieste: “La Marcegaglia non ci fila”

 

Oggi la Marcegaglia a Foggia per “presentare” la nuova strada dei rifiuti. Ma qual è il rapporto del presidente di confindustria con Vieste?
“Emma Marcegaglia non ha e non ha mai avuto rapporti con il nostro territorio. Puntavamo sul suo peso politico per risolvere gli annosi problemi infrastrutturali (aeroporto, strade, marketing), e invece lei vola alto e pensa solo ai suoi affari”. Lo sfogo è di Paolo Rosiello, storico operatore turistico viestano, che apre il cahier de doleances nei confronti della proprietaria del Pugnochiuso Resort, un villaggio costituito da strutture, ville, residence e servizi dì proprietà privata gestiti da diverse associazioni condominiali e da strutture e servizi di proprietà del Gruppo Marcegaglia come: l’Hotel Del Faro, l’Hotel degli Ulivi, le Villette delle Macine, il Residence Belvedere, il Centro Congressi, il Centro Commeria1e La Piramide gestiti e commercializzati con marchio Marcegaglia tourism. “Alla Marcegaglia non gli interessa nulla del nostro contesto-(addirittura qualche anno fa propose Pugnochiuso nell’offerta della Regione Veneto, poichè lì esiste l’altro villaggio di proprietà, Albarella) – chiosa Rosiello-. E’ slegata dal territorio. Non ha dato a Pugnochiuso quel valore che aveva promesso. Come stavamo, stiamo. D’altronde non le va dato nessun merito, visto che quel complesso turistico era già avviato, anzi negli anni 7O\80 aveva ben altro prestigio e visibilità. Ora, invece, è un albergo con flussi turistici come ce ne sono tanti-continua-.” Insomma, un attacco in piena regola. “La verità è che non si è mai integrata con il nostro contesto sociale, economico e politico, tant’è che non è mai intervenuta alle riunioni di noi operatori turistici, e non ha mai voluto aderire al nostro consorzio. La Marcegaglia, ha letteralmente buttato alle ortiche un’occasione per dare più visibilità al nostro territorio nel panorama del turismo nazionale ed internazionale”. Super Emma non ha rapporti neanche con l’attuale amministrazione comunale di Vieste, con la quale qualche tempo fa si sfiorò un aspro contenzioso per il pagamento della Tarsu. Il presidente degli industriali italiani, aveva messo gli occhi anche sulla struttura di Santa Tecla (costruita per ospitare i super dirigenti dell’Eni) che dispone di un piccolo struttura ricettiva da 10 posti letto e di un’azienda agrituristica immersa nella natura selvaggia, ma tutto è saltato per le difficoltà di trattative con il Parco del Gargano. Gli unici rapporti che la Marcegaglia è riuscita a tessere, sono quelli con l’ex sindaco Mimì Spina Diana e l’ex assessore alle opere pubbliche Pasquale Pecorelli. “Sin dall’inizio ho avuto un ottimo rapporto con lei – afferma Spina Diana-. Oltre ad essere cordiale nei rapporti umani, è stata rispettosa del territorio e dell’ambiente. E’ un marchio di qualità che oltre a dare lustro al territorio, fa arrivare un maggior numero di flussi turistici – conclude-. Questa è un’azienda che svolge più di quello che spetta al ruolo di un privato, perché è rispettosa e puntuale sotto tutti i punti di vista. I pregiudizi e i timori che c’erano all’inizio, sono stati subito fugati. Purtroppo, la gente crede che quella sia un ente pubblico e tutti ci vogliono andare a lavorare, e chi non viene preso, grida al lupo al lupo…”.

La Marcegaglia e le imprese foggiane oggi a confronto
 Con le imprese sarà un confronto più protocollare. Ma prima di incontrare gli imprenditori foggiani, stamane nella sala azzurra della Camera di commercio, Emma Marcegaglia vedrà separatamente per una manciata di minuti il sindaco Ciliberti e il presidente della Provincia, Pepe. E’ previsto anche Vendola, pur se fino a ieri sera il presidente della Regione non aveva ancora confermato la sua presenza. Non ci saranno invece i sindacati di Cgil, Cisl e Uil. Riunione interna, dunque nessuno strappo diplomatico. In ogni caso le segreterie territoriali «mandano a dire» al presidente di Confindustria di «tenere maggiormente a cuore le sorti dell’occupazione al Sud» oggi che la crisi economica morde ai polpacci il già esile sistema locale. Il dibattito nazionale viene quantomai avvertito anche in periferia. I sindacati, pur tra diverse sfumature, sono divisi pure qui. Anche se Foggia da questo punto di vista viene considerato un laboratorio di «progettualità e intese» da Cgil, Cisl e Uil che si ritrovano insieme nel pacchetto di proposte di Area vasta. Emma Marcegaglia, concordano, avrà orecchie per ascoltare. Perchè viene considerata anche un’imprenditrice del Sud per i suoi investimenti a Pugnochiuso e prim’ancora nel contratto d’area (primo protocollo) con la Energy group. Qui però le posizioni dei sindacati divergono ancora: c’è la «solita» Cgil (carinerie con Epifani a parte) che critica aspramente il via libera dato da Confindustria all’accordo quadro del governo per combattere la crisi. Mentre per Cisl e Uil la direzione è quella giusta. «Aiutare la grande industria e in particolar modo la Fiat – dice Emilio Di Conza, Cisl – significa offrire un sostegno importante a due terzi degli stabilimenti che sono dislocati al Sud». Certo, le sfumature e i distinguo caratterizzano il dibattito. Il segretario della Uil, Sante Ruggiero, è «insospettito » dalle parole della vicepresidente Guidi sulle 42 ore settimanali per raddrizzare le sorti dell’economia: «Non vogliamo tornare alle 35 ore, ma la soluzione andrebbe trovata tra i due opposti». E sulla Marcegaglia non è tenero: «Dai suoi investimenti in Capitanata non abbiamo avuto ricadute». E’ un confronto a tappe, ma non c’è molto tempo da perdere. La Cgil che si avvia verso l’ennesimo sciopero generale contro il governo (4 aprile) scodella le cifre preoccupanti in Capitanata: 3mila fra cassintegrati e mobilità, altri 2mila posti di lavoro a rischio tra i contratti a termine del pubblico impiego. «Situazioni di crisi che meriterebbero una risposta diversa dal governo, ma anche da Confindustria», riflette il segretario della Cgil, Nicola Affatato. E qui la posizione del Mezzogiorno diventa strategica per modulare interventi di politica economica «che invece – aggiunge ancora Affatato – continuano a essere dirottati alle regioni del Nord, come nel caso dei fondi Fas (aree sottosviluppate: ndr)». La visita di Emma Marcegaglia a Foggia si situa nel solco di una tradizione confindustriale ormai consolidata in Capitanata, questa volta però c’è qualcosa di diverso: c’era ben altra tensione ai tempi di D’Amat o (2000) e di Montezemolo (2006). Ripartire dalla rivalutazione del lavoro e non dal suo progressivo smantellamento, è questa per i sindcati la strada maestra per rimettersi a camminare. La pensano così anche le imprese foggiane: si ricordano in tal senso i recenti appelli degli edili agli enti locali per l’apertura di nuovi cantieri. Far girare l’economia diventa il motivo conduttore di questa visita in un momento cruciale per il sistema Paese.


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