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Alga nella diga di Occhito, tavolo tecnico in Provincia

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I naturalisti chiedono maggiore trasparenza sui dati e sulla rilevazione degli stessi

 

E’ alta l’attenzione sull’alga comparsa nella diga di Occhito che colora l’acqua di rosso ma che all’origine è azzurra, non a caso si chiama alga cianoficea. Dopo gli incontri della cabina di regia che si è riunita l’ultima volta a Bari lunedì pomeriggio e che tornerà intorno ad un tavolo il 9 marzo, si discute anche a Foggia. L’assessore provinciale all’ambiente Stefano Pecorella ha infatti convocato questa mattina un tavolo tecnico al quale hanno partecipato rappresentanti del Consiglio Nazionale delle ricerche, dell’Università, dell’Arpa e della Asl. Un confronto per cercare di capire le cause e le conseguenze della presenza di quest’alga. Ad oggi fa fede quanto detto dalla Regione Puglia e cioè che per il momento non c’è pericolo ma che i controlli sono serrati e che c’è addirittura un piano autobotti. Nel resoconto della riunione di venerdì scorso a Bari spicca un numero importante 0,23 che non è altro che il quantitativo, in microgrammi, di sostanza tossica presente in un litro d’acqua. Il limite massimo, stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è invece pari ad 1 microgrammo. Un dato che rincuora ma che non è stato ampiamente diffuso dalla Regione attraverso comunicati ufficiali. Una mancanza di informazione che fa temere i naturalisti. ‘ Dalla Regione ci dicono di stare tranquilli, dichiara Vincenzo Rizzi, naturalista. Noi vogliamo continuare ad esserlo ma, allo stesso tempo, chiediamo maggiore trasparenza sui dati e sulla rilevazione degli stessi dato che si tratta di un’alga che potrebbe avere conseguenze su fegato, reni e polmoni’. Continuano intanto le operazione di monitoraggio dell’invaso e dell’acqua miscelata con campionamenti ogni 48 ore. L’ Acquedotto Pugliese ha invece già provveduto alla sostituzione, presso l’impianto di potabilizzazione, di 4 nuovi filtri a carbone attivo. L’alga preoccupa ma al momento, secondo gli esperti, il rischio per la salute non c’è.


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