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Emergenza carcere: troppi detenuti in cella

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Carceri pugliesi al collasso. In una cella di tre metri per quattro stipati fino a cinque detenuti. E’ il grido d’allarme lanciato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) di Roma che basa l’indagine sul rapporto "persone – centimetri disponibili". Per intenderci nelle carceri pugliesi sono rinchiuse circa 1.200 persone in più rispetto alla "capienza regolamentare". Un problema sentito anche nella casa circondariale del Capoluogo dove, tra l’altro, sono presenti decine di gruppi criminali diversi: foggiani, cerignolani, campani e lucerini. Tutti detenuti appartenenti a clan di fazioni opposte che vanno tenuti in celle separate così come si devono separare i membri d’uno stesso gruppo mettendoli in reparti differenti. Un’emergenza che cade all’indomani dell’accordo siglato tra la Provincia di Foggia e l’amministrazione penitenziaria per il reinserimento lavorativo e sociale dei cittadini sottoposti a misure di sicurezza – libertà vigilata, semidetenzione e libertà controllata. Un accordo che vede protagonista la Biblioteca Provinciale. Con questa sottoscrizione, ‘La Magna Capitana’ si impegna a collaborare con l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Foggia, che provvederà a segnalare il nominativo di ogni detenuto che aderisce all’attività a favore della comunità. Lo farà attraverso un impegno scritto. A loro verrà consegnata una scheda di presentazione in cui verrà specificato il tempo che la persona potrà dedicare all’attività prescelta e la propria qualifica professionale, in modo da individuare la migliore collocazione all’interno della strutture della Biblioteca. Ogni detenuto sarà, infine, affiancato da un’assistente sociale, che dovrà seguirlo e rapportarsi con l’Amministrazione provinciale per ogni necessità


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