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Vieste – DIPENDENTI HOTEL PIZZOMUNNO, INGABBIATI DAL CONTRATTO, SENZA INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE

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Conseguenza dell’esternalizzazione del lavoro voluta dalla Valtur

A quelli del Centro Vacanze di Pugnochiuso si propone un contratto analogo

 

In questo momento di recessione economica mentre il Governo centrale stanzia i fondi per gli ammortizzatori sociali, decine di lavoratori dell’Hotel Pizzomunno si trovano in difficoltà non potendo fruire di uno di quegli strumenti, l’assegno di disoccupazione
Il tutto prese il via con la gestione di Valtur che nel 2007 subentrò al Gruppo Ventaglio. Nella politica aziendale del gruppo turistico della famiglia Patti era prevista l’esternalizzazione dei rapporti di lavorato. Con quell’impostazione la Valtur in pratica non intendeva assumere direttamente nessun dipendente ma servirsi di un’agenzia di lavoro interinale che avrebbe fornito il personale necessario.
 

A svolgere il ruolo di fonitore di manodopera c’era la HDS srl Facility Management di Pomezia (Roma). Ai lavoratori questa società proponeva l’assunzione con un contratto a "tempo indeterminato a part-time verticale" per quattro mesi, così come previsto dal Contratto nazionale di categoria, che aveva però la contropartita della perdita del diritto all’indennità di disoccupazione a fronte della garanzia del tempo indeterminato. Erano due quindi le principali conseguenze di questa scelta gestionale della Valtur: l’incertezza occupazionale dei dipendenti che non avrebbero avuto più alcun legame diretto con la nuova gestione e la perdità dell’indennità di disoccupazione, risorsa primaria di reddito per tante famiglie nella realtà lavorativa viestana prettamente stagionale.

Dopo una serrata contrattazione fra lavoratori, sostenuti dalle segreterie provinciali di Filcams-CGIL e Fisascat-CISL, e la Valtur si giunse ad un’intesa. I lavoratori sottoscrivevano quel contratto e la società Hds srl s’impegnava ad affiancare per l’anno successivo (il 2008), per far recuperare ai lavoratori la perdita economica dell’indennità di disoccupazione, l’organizzazione sul posto di stage formativi invernali regolarmente retribuiti.
Ma gli accordi non sono stati rispettati. I lavoratori hanno sottoscritto quel contratto di part time verticale a tempo indeterminato per una stagione lavorativa dell’albergo ridottasi oramai agli striminziti 3 mesi, sono rimasti assunti per l’inverno a zero ore, non hanno potuto usufruire dell’indennità di disoccupazione per i mesi di lavoro (visto il particolare tipo di contratto), una risorsa economica vitale per il reddito di tante famiglie viestane, considerata la diffusa stagionalità del lavoro. Dall’altra parte i promessi stage formativi da retribuirsi a compensazione della perdita della disoccupazione non sono stati fatti. «Quando ci fu sottoposto questo contratto nella primavera del 2007 —hanno spiegano alcuni dipendenti — la società HDS ci promise che avremmo recuperato gli importi del mancato introito dell’indennità di disoccupazione, con dei corsi di formazione invernali retribuiti, nulla di tutto ciò si è avverato, solo promesse». Una beffa ed un danno economico davvero grave per i lavoratori. Peraltro sino all’ultimo anno (il 2001) della gestione dell’ex patron della struttura alberghiera Michele Di Marca venivano garantiti anche 8 mesi di lavoro oltre alla presenza di lavoratori a tempo indeterminato, ora scomparsi.
L’impostazione della Valtur di affidare l’intera gestione del personale ad una società esterna fece subito scuola. Di lì a poco il Gruppo Marcegaglia proprietario del Centro Vacanze di Pugnochiuso si rivolse alla stessa società di Pomezia per avviare un meccanismo analogo. A Pugnochiuso i lavoratori entrarono in stato di agitazione non volendo accettare quel tipo di contratto. Assistiti dal sindacato provinciale UIL-Tucs riuscirono però ad avere garantita l’applicazione del contratto nazionale del settore turismo, l’assunzione a tempo determinato per la stagione, livello d’inquadramento e mansioni equivalenti ai contratti con il Gruppo Marcegaglia, conservando così il diritto all’indennità di disoccupazione.
Pizzomunno e Pugnochiuso, due pesi e due misure applicate a Vieste dalla stessa società fornitrice di manodopera? Certo, fino a poco tempo fa. Perché ora anche a Pugnochiuso (ma lavoratori e sindacati sono già sul piede di guerra) si vuole applicare lo standard d’assunzione di Pizzomunno. Come dire: tutti eguali nella sventura! Che bella storia. Sono questi i risultati occupazionali che questi grandi gruppi, da Ventaglio a Valtur ed alla Marcegaglia, ci hanno riservato? Se è così, sarebbe bene che l’Amministrazione comunale facesse sentire forte la propria voce, chiara e definitiva a difesa dei lavoratori e dell’economia della città.


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