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Regione vara provvedimenti per i celiaci

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I celiaci pugliesi, coloro che sono intolleranti permanentemente al glutine, potranno spendere i due buoni mensili per l’acquisto dei prodotti dietetici a carico del servizio sanitario regionale non solo in farmacia ma anche in centri commerciali convenzionati, nelle parafarmacie e nei laboratori di produzione dell’intero territorio pugliese.  ‘Questo – ha spiegato oggi il vice presidente del consiglio regionale Luciano Mineo – grazie alla delibera regionale del 26/2/2009 che snellisce le procedure e rappresenta un ulteriore tassello di provvedimenti nel miglioramento del management socio-sanitario del celiaco. In questi ultimi tre anni abbiamo prestato grande attenzione alla questione celiachia, garantendo la gratuità degli esami di accertamento della patologia nei 22 centri predisposti in tutta la regione’. Mineo ha ricordato che sono stati istituiti cinque ambulatori integrati, uno per ogni provincia, dove viene garantita assistenza psicologica e medica per i soggetti celiaci e per i loro familiari. ‘Tutto ciò – ha aggiunto – inserito all’interno di un progetto per la divulgazione e la conoscenza della patologia curato dalle Università di Medicina di Bari e Foggia, finanziato dalla Regione Puglia con 210.000 euro per garantire formazione ai medici di base, alle famiglie e ai ristoratori’. L’attenzione per la celiachia è stata sostenuta alla Regione Puglia dalla Associazione italiana celiachia-Aic di Puglia, che ha 4700 iscritti nella regione. ‘In Italia – ha spiegato il presidente regionale dell’Aic Puglia, Michele Calabrese – ci sono 600.000 celiaci di cui solo 70.000 diagnosticati. Bisogna svluppare le conoscenze su questa patologia che non riguarda solo l’età pediatrica ma anche gli adulti che non l’hanno diagnosticata e che magari convivono con la patologia senza saperlo. Si tratta di migliorare la propria qualità di vita non con una terapia farmacologica quanto grazie ad una dieta priva di glutine che deve essere sempre più diffusa e accessibile, tanto che stiamo continuando a sensibilizzare ristoratori e produttori di alimenti in modo da essere all’altezza di quanto accade nel resto dell’Europa’.


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