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Vieste/ L’Associazione Trabucchi non riesce a rinnovare il direttivo

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Il direttivo dell’Associazione Trabucchi del Gargano è scaduto da tempo e a tuttoggi non si riesce a rinnovarlo. Si fronteggiano due schieramenti, la prima dirigenza storica che ha guidato fin qui l’Associazione e un altro di composizione variegata che vuole succedere al primo. Le posizioni tra le due componenti sono distanti, i toni e le polemiche sempre più accesi, la soluzione sempre più lontana.
Il nostro giornale (Il Faro e il Sito) sa quanto i viestani amano i Trabucchi, patrimonio ambientale tra i più belli della nostra terra; sa anche quale contributo essi danno al nostro turismo. Per questo abbiamo deciso di aprire una spazio (rubrica) in cui alternativamente, daremo voce agli argomenti e alle ragioni delle due parti a confronto, al fine di capirci di più. Ben vengano le altre voci di viestani che vogliono dare attraverso il loro intervento un contributo costruttivo alla risoluzione del problema.

Di seguito il primo intervento di Enzo Spalatro, vice presidente del direttivo uscente.

E’ bene dirlo senza reticenze, la nostra Associazione è indagata per occupazione abusiva di suolo demaniale. Pare che due Trabucchi nati di recente non avessero le concessioni di rito. La locale sezione del Demanio Marittimo ha avviato la relativa istruttoria. Sono stati ascoltati la nostra presidente, Pina Cutolo e tre dei nostri associati. L’istruttoria è stata avviata alla Procura della Repubblica per i provvedimenti che riterrà opportuno prendere. La vicenda orami è nelle mani della giustizia e neanche sotto tortura mi permetterò di entrare nel merito di essa. Ma c’è un fatto collaterale che devo commentare. La signora Cutolo si è autosospesa dal suo incarico in seno all’associazione. Capiamoci meglio, la presidente non ha ricevuto finora alcun "avviso di garanzia" o di reato, come si dice in gergo. Eè stata solo informata dei fatti. Nonostante ciò ha fatto quel gesto, dimostrando a mio parere una sensibilità morale e civile esemplare.
E qui la domanda viene da sè: perchè non fanno la stessa cosa i tre associati coinvolti in questa vicenda?
In attesa di una risposta che ci auguriamo esemplare.

Vincenzo Spalatro


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