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La Puglia recupera i beni della mafia

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A Bari la tappa conclusiva della campagna internazionale ‘La stagione della Legalità’.

 

La Regione Puglia entro questa estate varerà un bando per sostenere finanziariamente i Comuni che vogliono recuperare beni confiscati alla mafia e alla criminalità organizzata. Lo ha annunciato l’assessore alla Trasparenza della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, nell’ambito della tappa conclusiva, svoltasi oggi a Bari, della campagna internazionale ‘La stagione della Legalita” organizzata dal network Flare e dall’Associazione Libera.

Il bando si chiamerà “Libera il bene”. E sarà fondato – ha spiegato Minervini – “sul modello, sperimentato con i laboratori urbani di creatività giovanile, con il quale la Regione Puglia chiederà ai Comuni di indivudare e mettere a disposizione beni di loro proprietà, ormai già acquisiti alla loro proprietà ma derivanti da procedimenti di confisca, per elaborare su quei beni dei progetti di carattere sociale la cui realizzazione sarà finanziata dal bando”.

L’iniziativa rientra nell’ambito delle disponibilità finanziarie messe a disposizione dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fers), nell’asse che riguarda l’inclusione sociale al cui interno è prevista una linea di intervento orientata alla educazione e legalità, al recupero dei beni confiscati, e a problemi riguardanti la sicurezza sociale. “Questa linea di intervento – ha spiegato Minervini – è finanziata con 20 milioni di euro per sei anni, il periodo del Fers. Una parte preponderante di queste risorse sarà orientata proprio al recupero dei beni confiscati”. Perchè, ha sottolineato Minervini, “esisteno nodi nevralgici nella legge sulla confisca dei beni varata in Italia, la legge 109 del ’96, nodi che creano uno scarto tra la strategia e le potenzialità di questa dinamica e i risultati ottenuti”.

“I problemi – ha detto Minervini – sono di carattere normativo, sono problemi esistenti nell’organizzazione dei diversi soggetti che concorrono al procedimento di restituzione, ma anche, nella maggior parte dei casi, sono problemi legati all’aspetto economico”.
“Il riuso dei beni richiede – ha concluso Minervini – richiede cospicui investimenti, risorse che i Comuni non hanno a disposizione. Noi vogliamo intervenire su questo aspetto”.


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