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Una nuova Sanità in Puglia grazie ad accordo con le Poste

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Pagare il ticket per una prestazione sanitaria da qualsiasi ufficio postale italiano. Ricevere un referto medico direttamente a casa via posta o addirittura sul proprio pc. Sono i nuovi servizi a disposizione dei cittadini pugliesi grazie a un accordo siglato oggi da Poste Italiane e Regione Puglia.  L’intesa segue una sperimentazione attuata in alcune Asl e che ha dato ottimi risultati, come hanno sottolineato sia l’amministratore delegato di Poste, Massimo Sarmi, sia il governatore della Puglia, Nichi Vendola, che oggi negli uffici romani della Regione pugliese hanno apposto le proprie firme in calce al testo dell’accordo. Per questo si è deciso di estendere il servizio, particolarmente utile soprattutto ai residenti in comuni più piccoli, a tutto il territorio regionale. I cittadini che ne faranno richiesta, quindi, potranno ricevere a domicilio, per posta prioritaria o raccomandata, i referti diagnostici. A regime, si passerà a un servizio di consegna referti direttamente via internet. Sarà inoltre possibile, per le aziende locali interessate, utilizzare la capillare rete degli uffici postali pugliesi per semplificare l’accesso e il pagamento delle prestazioni sanitarie. Contenuti i costi per l’utente, che oscillano tra un euro e poco meno di due euro a seconda del servizio richiesto.

AD DI POSTE ITALIANE: UN NUOVO MODELLO DI SERVIZI PER I CITTADINI
«Quest’accordo offre un nuovo modello di servizi di welfare al cittadino». Così l’amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, ha commentato l’intesa siglata oggi con la Regione Puglia. «La rete di Poste – ha aggiunto – è capillare sul territorio e per questo si presta particolarmente a fornire un sostegno nell’ambito dei servizi essenziali al cittadino, come appunto la sanità «. Sarmi, tra l’altro, non esclude che il modello applicato oggi ai servizi sanitari si possa estendere ad altri ambiti della pubblica amministrazione e che ci possano essere quindi «altre, future collaborazioni». Per esempio «nell’ambito della comunicazione elettronica sicura o della richiesta di atti amministrativi da parte dei cittadini».


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