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Il Gargano e i suoi Porti Turistici (2)

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E a Manfredonia a settembre aprirà il cantiere “Marina del Gargano”.

 

Il porto Turistico di Manfredonia è pronto ad innestare le sue radici. Il cantiere per l’inizio i lavori sarà impiantato a settembre, a conclusione del stagione estiva. Ci sono stati dei ritardi causati essenzialmente dalle nuove disposizioni amministrative come ad esempio quelle riguardanti le concessioni demaniali, che hanno comporto l’adeguamento del prodotto definitivo già approvato. Uno sfasamento di tempi superato con alquanta laboriosità. Ora tutto è pronto, assicura la Gespo, la società appositamente costituitasi per la realizzazione del poderoso progetto che va a completare le già variegate strutture portuali di Manfredonia che si propone pertanto città marinara attrezzata per ogni esigenza. L’iniziativa di realizzare un grande porto turistico costituisce una scommessa sul futuro di Manfredonia e di un largo hinterland. La domanda di posti barca è infatti in continuo crescendo. Le caratteristiche della struttura inserita in un baia protetta, assicurano la più completa protezione per le barche. Lo scalo da diporto sorgerà infatti a ridosso della radice del molo di ponente del “vecchio” porto re Manfredi. Il fronte a terra inizierà dalla Piazza Falcone e Borsellino e si prolungherà fino alla foce del collettore di Ponte Lungo. La struttura si svilupperà su complessivi 273.845 metri quadri, di cui 108.635,54 di area a terra e 165,209,45 di specchio acqueo. Settecento i posti barca previsti, di dimensioni diversificate, dislocati lungo i 1.400 metri di banchine. E’ naturalmente programmata tutta una serie di impianti a servizio delle attività portuali, i più tecnologicamente avanzati. Oltre a parcheggi, verde e viabilità pedonale. Sarà un porto aperto, non vi sarà cioè nessuna barriera di sorta a creare discontinuità con il territorio circostante col quale sarà anzi armonizzato.
Si chiamerà “Marina del Gargano” per la sua ubicazione nel vertice del golfo che disegna lo sperone del Gargano. L’approdo ideale storicamente preferito dai navigatori. Una evoluzione dell’idea che guidò re Manfredi a localizzare su questa scogliera la nuova città marinara. Cinquantacinque i milioni di euro l’investimento complessivo dei quali solo 19,6 milioni di euro come contributo del Terzo protocollo del contratto d’area (meno della metà dell’investimento richiedibile), i rimanenti 36,4 milioni di euro finanziati dalla Gespo, una società con Mucafer capofila della quale fanno parte accreditate imprese europee specializzate fra cui quella che dovrà gestire la struttura. Una garanzia questa per le prospettive non solo del porto stesso.
Il modello in scala del porto turistico di Manfredonia è stato testato presso la facoltà di ingegneria della Seconda l’Università degli studi di Napoli sperimentato nelle apposite vasche della sede di Aversa. Insomma tutto lascia supporre che si tratti di una struttura destinata anche a integrarsi con le altre realizzate sulla fascia costiera garganica.
Michele Apollonio


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