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Rifiuti, la Regione prepara nuovi commissariamenti

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 L’«anomalia» di Candela: nel comune foggiano, in un solo mese si è passati dal 2 al 39% grazie al sistema di raccolta non più stradale ma porta a porta.

 

Gestione dei rifiuti, si torna a parlare di commissariamento. Uno dei punti deboli del sistema è costituito dalle quote di raccolta differenziata fatte registrare dalle Ato (Autorità territoriali ottimali). Non c’è l’attesa accelerata. Anzi, nonostante un lieve incremento del dato complessivo riferito al primo semestre del 2009, si resta ben 30 punti percentuali al di sotto degli obiettivi che sarebbe stato necessario raggiungere secondo le tappe prefigurate dal piano regionale dei rifiuti della Puglia. Ma resta anche il problema della mancata approvazione dei Piani d’ambito. Infine, l’affidamento del servizio ad un gestore unico per ciascun Ato è una vera e propria chimera. In ultimo, il sistema impiantistico continua a far segnare ritardi nella sua messa a regime.

E così, considerati sollecitazioni e intimazioni non andate a buon fine (tranne che in alcuni, ben individuati casi), il neoassessore all’Ecologia, Onofrio Introna, sta pensando di attivare lo strumento (previsto per legge) del commissariamento. Anche se non si tratterà di un vero e proprio esproprio della gestione. Piuttosto un atto di carattere istituzionale, a seguito del quale potrebbero ad esempio venir conferiti maggiori poteri (per operare con maggiore celerità, si spera) al sindaco del comune capofila all’interno dell’Ato commissariato.

La scadenza per giungere alla definizione di questo provvedimento potrebbe essere ravvicinatissima. Si parla di una giunta convocata per domani. Anche se, come soluzione ponte, il governo regionale parrebbe nell’immediatezza propendere per un ulteriore atto di diffida in vista di un commissariamento che, a questo punto, in caso di nuovo fallimento, sarebbe inevitabile adottare alla ripresa dei lavori dalle ferie estive. Nel rapporto semestrale prodotto collazionando i dati che ciascun comune invia agli uffici dell’assessorato regionale all’Ecologia, si registra una quota di raccolta differenziata «spalmata» su tutto il territorio regionale pari a poco meno del 16%. A gennaio del 2009, il dato partiva dal 14%. L’obiettivo che si sarebbe dovuto raggiungere era il 45%.

Impossibile recuperare il terreno? Secondo lo stesso rapporto parrebbe proprio di no. L’esempio più eclatante è quello del comune di Candela, in provincia di Foggia, il cui territorio rientra all’inter no dell’Ato Fg/4. Tra aprile e maggio di quest’anno, l’am – ministrazione comunale ha introdotto la raccolta porta a porta (niente più cassonetti grandi posti su strada, maggiore capillarità nella distribuzione dei contenitori che vengono affidati ai singoli condomini) e la crescita è stata esponenziale schizzando dall’1,97% di partenza al 39,97%, che poi è diventato 45,07% a giugno.

Buona parte del successo delle raccolte differenziate, soprattutto alle nostre latitudini, è legato alla frazione umida. Gli scarti di cucina, il fogliame, l’erba sfalciata e la vegetazione in genere costituiscono una parte fondamentale dell’insieme dei rifiuti soprattutto nel Mezzogiorno dove si consuma molto cibo fresco ed è decisamente meno frequente il ricorso a surgelati e scatolame. Riuscire a raccogliere (e soprattutto avviare a recupero) la frazione organica (umida) dei rifiuti è azione che da sola può far lievitare la percentuale di raccolta di 20 punti. Ecco che, allora, insieme ad un sistema di raccolta più capillare (porta a porta), serve la presenza di un impianto di trasformazione a servizio dell’Ato. Candela conferisce i propri rifiuti organici ad un vicino impianto di compostaggio per farne concime.
 


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