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Monte Sant’Angelo/ Con l’acqua rubata coltivavano oliveto: nove denunciati

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Piovono altre denunce sui ladri d’acqua del Gargano. Alle due già effettuate dai carabinieri nel periodo a cavallo di Ferragosto (un imprenditore agricolo e il gestore di n camping a Peschici) se ne aggiungono adesso altre nove a testimonianza che attività di repressione dei fenomeni abusivi non solo prosegue, ma intensifica la sua capacità di dissuasione. Questa volta la «guerra» agli abusivi si concentrata nella zona di Macchia, nei pressi di Monte Sant’Angelo, tra le più colpite. Gli uomini del corpo Forestale dello Stato del locale comando stazione di Monte Sant’Angelo, coadiuvati dal personale del coordinamento territoriale per l’Ambiente coordinati dal vice questore aggiunto, Federico Padovano, hanno rilevato un allacciamento abusivo in loalità Mannarano-Valle Stregara” nella frazione Macchia in agro del Comune di Monte Sant’Angelo. Il prelievo abusivo veniva effettuato sulla condotta idrica che alimenta acqua potabile nella tratta Monte Sant’Angelo— Mattinata—Vieste, l’attingimento era destinato ad irrigazione di una piantagione di uliveti ed altro.
Gli agenti del corpo Forestale dello Stato hanno eseguito ispezioni dei luoghi insieme ai tecnici dell’Aqp. Va rilevato che l’acquedotto proprio in questa zona aveva scoperto nei giorni scorsi una delle prese d’acqua illegali più potenti installate sulla rete del Gargano, della portata di 80-100 litri al secondo. Non è chiaro se quella scoperta sia proprio la condotta abusiva sulla quale si erano concentrate le attenzioni degli inquirenti, ma se così fosse le nove persone denunciate sarebbero chiamare a rispondere per gli ingenti quantitativi di acqua sottratti alla comunità locale.


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