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Regionali/ «L’assemblea Pd deciderà se primarie»

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«Sarà l’assemblea regionale, non senza un consiglio da Roma, a decidere la prossima settimana. Si ragionerà insieme per la scelta migliore». Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, risponde, in conferenza stampa, alla domanda se in Puglia si faranno le primarie per scegliere il candidato alla regione tra Francesco Boccia e il governatore Nichi Vendola.

«È una decisione non semplice ma che prenderemo. Ricordo che, e non da quando ci sono io, si fanno le primarie di coalizione se convengono a tutti gli alleati. Le primarie non sono un automatismo del notaio. In Puglia alcuni partiti le vogliono altri no e il Pd deciderà con l’assemblea regionale».

«Noi non abbiamo mai posto un problema su Vendola che sarebbe stato il nostro candidato se riusciva a riunire un’alleanza convincente. La questione è la ricerca di soluzioni, candidati e schieramenti che impediscano di consegnare la Puglia come altre regioni alla destra», ha aggiunto Bersani: «Lo sforzo del Pd è mirato ad avere un centrosinistra più competitivo».

«Dalle ricerche che abbiamo fatto – afferma ancora Bersani – emerge la necessità di un allargamento ulteriore della coalizione e se Vendola fosse riuscito in questo non avremo cercato altre strade».

«Come finirà alle regionali è una domanda troppo difficile per me. Sono convinto che avremo un risultato positivo ma non ci metto sotto dei numeri». Così spiega Bersani rispondendo alla domanda se il Pd sarebbe soddisfatto se alle regionali finisse 8 a 5 o 7 a 6 rispetto alla situazione attuale. Poi aggiunge «da soli o con un solo interlocutore prendiamo tre regioni. Io non intendo consegnare alla Destra questo risultato e non sarà. Non è vero che siamo in balia degli eventi, il nostro filo logico è rendere più competitivo il Pd».

«Dopo le regionali – sostiene Bersani – non credo che dirò che ho vinto o perso ma vedrò lo stato di avanzamento dei lavori rispetto all’obiettivo di dare agli italiani un’altra possibilità». «L’Italia è lunga – afferma il leader Democratico – e il quadro si vedrà alla fine. Spero che si veda che siamo usciti dal rischio di rimanere fermi e che siamo al lavoro per un centrosinistra alternativo». Per battere Berlusconi, è convinto Bersani, «non ci sono scorciatoie, bisogna tenere un passo e le regionali sono un passaggio significativo per muovere la situazione e arrivare all’obiettivo di dare agli italiani un’altra possibilità»

«Nessuno pensi – sostiene Bersani – che con le regionali si delineerà il famoso schema dell’alternativa. L’obiettivo è accorciare le distanze tra le forze dell’opposizione. Per le regionali ci sono lavori in corso con passi significativi in alcune regioni, problemi aperti in due o tre, ma ricordo che la data di presentazione delle candidature è il 20 febbraio e il risultato si vede alla fine».

«Noi non abbiamo liti interne al Pd ma si tratta di trovare un processo di costruzione di alleanze più vaste di quelle delle europee», conclude Bersani: «Non è giusto parlare di liti interne al Pd ma nel campo del centrosinistra. Nel centrodestra il discorso è più complesso, mi riferisco sia all’esigenza di pagare un prezzo alla Lega, sia alle posizioni interne al PdL: qui i rapporti tra Berlusconi e Fini sono un po’ l’emblema di quello che sta accadendo».


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